TERAMO – “Abbiamo sbloccato soldi che stavano lì a marcire”, con queste parole il presidente della Regione, Marco Marsilio, Fratelli d’Italia, ha oggi annunciato la firma sulla convenzione con il ministero della Salute per il finanziamento da 80 milioni di euro per l’ospedale di Teramo, da realizzare ex novo, o da potenziare nella sua attuale localizzazione. Con un intervento pubblico, oppure con un project financing, ipotesi ancora in campo.
Annuncio che ha provocato le immediate ire del capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale, Silvio Paolucci, che ricorda che quei fondi sono stati ottenuti in realtà nel marzo 2018 dalla precedente amministrazione dell’ora senatore Luciano D’Alfonso, dallo stesso Paolucci, ai tempi assessore alla Sanità e dal compianto direttore generale della Asl di Teramo, Roberto Fagnano, scomparso nell’autunno scorso, attinti dai fondi per la ricostruzione post sisma, ovvero grazie alla legge 232 del 2016.
“Senza il lavoro della Giunta regionale e dei governi di centrosinistra, i fondi per intervenire sull’ospedale di Teramo non ci sarebbero mai stati: ci sono le nostre firme sugli atti che il centrodestra spaccia per propri, come se gli 80 milioni fossero merito di Marsilio”, ha protestato Paolucci.
In prospettiva già si accende lo scontro sulle modalità con cui questi soldi saranno utilizzati, per le vie ordinarie con in progetto della Asl di cui si attende la nomina del nuovo direttore generale, oppure con lo strumento del project financing. Lo stesso adottato peril nuovo l’ospedale di Chieti, dove però la proposta di Maltauro e Nocivelli è in una interminabile fase di stallo.
Ipotesi contro cui a Teramo già alza le barricate il coordinamento dei Comitati di quartiere, che oggi hanno incontrato il vice presidente del consiglio regionale, Roberto Santangelo.
Una prima proposta di project financing della Pizzarotti di Parma è stata dichiarata ad ottobre irricevibile dalla Asl. L’impresa emiliana aveva previsto un progetto da 250 milioni di euro per una mega strutttura nuova di zecca a Piano D’Accio, a est di Teramo, da 550 posti.
L’ipotesi project però non è tramontata, visto che a febbraio è arrivata un altra proposta, non è dato a sapere se la localizzazione sia a Piano d’Accio.
“Questi 80 milioni – esulta Marsilio – sono oggi a disposizione della Regione e della Asl. Sono destinati alla messa a norma sismica, permettono però un progetto più ampio e dopodiché è la Asl competente che deve sviluppare una propria idea progettuale”.
E aggiunge in un passaggio chiave: “So che ci sono delle proposte anche dal privato, di operazioni di finanza di progetto ,che verranno valutate. La Regione sosterrà questo sforzo progettuale, perché il rischio vero è che la Asl possa non avere sufficienti capacità tecniche per poter presentare i progetti di tale complessità”.
Stizzita la replica di Paolucci: “le dichiarazioni rilasciate a fronte della firma della convenzione sono veramente imbarazzanti. Noi abbiamo lavorato perché la sanità teramana avesse oltre 80 milioni di fondi nazionali per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, altro che lavoro del centrodestra, che in nemmeno due anni di governo in Abruzzo è stato invece capace di procurare alla sanità un buco di 67 milioni di euro, riportandola almeno 10 anni indietro, tanto da doversi temere l’aumento delle tasse. Siamo in attesa, dopo mesi e mesi, di sapere quale risorse ha davvero conquistato il centrodestra con l’assenza di qualsiasi programmazione”.
I fondi spiega Paolucci “prevedevano 12,5 milioni di euro per riqualificare il nosocomio di Penne e 81.590.000 per realizzare l’ospedale di Teramo. Queste le basi. Se i soldi ci sono è perché chi ha preceduto questo governo regionale, ha lavorato. E bene. Anche se troppi mesi sono occorsi per firmare la convenzione da parte della Giunta Lenta visto che la registrazione è avvenuta presso la Corte dei Conti in data 18 settembre con n 3017. Giunta sempre più veloce però ad aumentare stipendi a manager, direttori e dirigenti, anche in tempi di pandemia. Speriamo a questo punto che li utilizzino subito. E che facciano un qualche atto di programmazione per attrarre nuove risorse”.






