L’AQUILA – Feti, resti di organi, siringhe utilizzate, medicine scadute, scatoloni aperti in un’ala dell’Anatomia patologica dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.
A effettuare la macabra scoperta, gli agenti di polizia della squadra Mobile della questura del capoluogo.
Tutto lo stanzone, un’area di circa 500 metri quadrati, è stato posto sotto sequestro mentre i rifiuti pericolosi sono stati messi in sicurezza.
Ora verrà recapitata un’informativa alla procura della Repubblica per individuare i responsabili della situazione.
La Mobile mantiene il massimo riserbo sull’operazione, coordinata dal sostituto procuratore Roberta D’Avolio, iniziata da alcune segnalazioni anonime.
Al momento non stati emessi avvisi di garanzia.
La zona era completamente incustodita, chiunque sarebbe potuto entrare all’interno.
Da quanto si è appreso, alcuni resti erano abbandonati sul posto da oltre un anno. (alb.or.)
SILVERI: ”SE CI SONO RESPONSABILITA’ RISPONDEREMO”
“Ora spetterà alle autorità inquirenti stabilire se c’è stata la violazione di qualche norma e la Asl vedrà di rispondere, nel caso in cui si dovessero riscontrare responsabilità personali”.
A dichiararlo ad AbruzzoWeb è il direttore generale dell’Azienda sanitaria numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri, dopo la scoperta della “stanza dell’incubo” all’ospedale San Salvatore nelle vicinanze del reparto di Anatomia patologica con pezzi di organi, medicinali scaduti e altri rifiuti pericolosi mal conservati.
Silveri si dimostra tranquillo sull’accaduto. “Siamo favorevoli a qualsiasi tipo di controllo che ci permetta di lavorare meglio”, spiega.
“In quella stanza – racconta – c’era materiale che in parte era da smaltire e in parte da conservare, riposto disordinatamente in alcuni scatoloni. Si trattava comunque di spazi non accessibili al pubblico”, ha precisato.
“Al momento abbiamo richiesto una prima relazione sullo stato delle cose”, ha concluso il direttore Silveri, preannunciando nuovi sviluppi. (l.b.)




