L’AQUILA – Nasce un reparto di Ortopedia “bis” all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, a direzione universitaria affidata al professor Vittorio Calvisi, con 4-5 posti letto, avulso dalla struttura ospedaliera guidata dal primario Stefano Flamini.

Questa la situazione che viene denunciata nel capoluogo da fonti accademiche e mediche dopo l’annuncio giunto il 22 dicembre scorso in una nota dal direttore generale dell’azienda sanitaria provinciale, Rinaldo Tordera, che ha annunciato l’intesa con il docente universitario Calvisi, in passato convenzionato con l’ospedale teramano di Sant’Omero.

Da quanto si apprende, la situazione è incandescente e in rapida evoluzione perché ci sarebbero già state richieste di accesso agli atti dell’operazione, naturale preludio a esposti giudiziari contro la nomina e all’intervento della magistratura.

E tra gli addetti ai lavori c’è anche chi vede in questa anomalia una situazione che potrebbe favorire la nascita di un reparto “doppione” di Neurochirurgia ad Avezzano (L’Aquila), indebolendo la posizione del primario aquilano, il luminare Renato Galzio, che si è dimesso più volte contro il rischio di sviluppo e ampliamento del semplice servizio senza posti letto che c’è ora all’ospedale marsicano per ridimensionare l’unità aquilana: come potrebbe essere ancora sostenuta questa battaglia contro il reparto duplicato se il “San Salvatore” potrà permettersi due Ortopedie?

Ma se gli ospedalieri, almeno per il momento, non portano in superficie la loro protesta, a metterci la faccia è il professore dell’Ateneo aquilano Sergio Tiberti, per il quale “c’è un ottimo reparto ospedaliero e ora viene fatto accreditamento sopra accreditamento: sono basito, nella Asl aquilana la spending review non vale?”.

Secondo quanto appreso, il convenzionamento di Calvisi sarebbe avvenuto non nell’ambito del reparto già esistente di Flamini, ma si sarebbe venuto a creare un “mini-reparto” che non si sa come verrà gestito anche perché, fanno notare le fonti in rivolta, si tratta di una situazione non prevista nel sistema sanitario regionale e nel piano di riorganizzazione.

Sempre da quanto si apprende, il reparto bis dovrebbe ricevere una dotazione di 4 o 5 posti letto, stornati 2 dall’Urologia e 2 o 3 dalla Chirurgia generale.

Il doppione è stato inevitabile anche perché nessuno avrebbe potuto mettere in discussione il posto di Flamini, blindato perché vincitore del titolo di primario con la cosiddetta vecchia procedura.

“Molti colleghi universitari aspettano un convenzionamento, pertanto bisogna decidere oculatamente le priorità, senza creare doppioni – sbotta Tiberti – Mi auguro che l’Università riveda la decisione e ritiri il comunicato”.

“Ricordo che i docenti accreditati derivano da un elenco presentato alla Asl dall’ex rettore pregiudicato, Ferdinando Di Orio, ma in commissione paritetica Asl-Ateneo decisioni del genere dovrebbero essere vagliate da tutti i dipartimenti che ineriscono le attività sanitarie della ex facoltà di Medicina, non solo il Mesva diretto da Maria Grazia Cifone”, rimarca ancora.

“Voglio anche verificare  – conclude Tiberti – se corrisponda a verità la prossima chiamata di una cattedra per tal Carmine Zoccali, figlio di un noto cattedratico di Messina molto intimo dell’ex rettore”. (alb.or. – b.s.)