LANCIANO – “Acquisti strettamente necessari al ricovero, effetti personali scomparsi dall’ospedale”: scatta la denuncia per furto.
È successo in un reparto del “Renzetti” di Lanciano, dove, nei giorni scorsi, i familiari di un paziente, dopo aver acquistato e consegnato indumenti richiesti proprio in fase di ricovero, sono stati nuovamente sollecitati a procurarseli.
“Ci avevano chiesto accessori specifici e siamo andati subito al negozio spendendo circa 80 euro – viene spiegato ad AbruzzoWeb da un familiare del ricoverato – A quel punto abbiamo consegnato tutto ad un’infermiera che a sua volta si sarebbe dovuta preoccupare di far avere gli effetti personali al nostro parente. Evidentemente questa consegna non è mai avvenuta, visto che la caposala ci ha ricontattati chiedendoci di nuovo di acquistare gli stessi capi. A quel punto abbiamo fatto presente che erano già stati portati in ospedale”.
Ma, secondo quanto riferito, non sarebbe servito a niente: “Nessuno sapeva che fine avessero fatto, nessuno sapeva o aveva visto niente. Siamo stati costretti a ricomprare tutto di nuovo. Fortunatamente abbiamo conservato scontrini e c’è anche il pagamento con la carta di credito che attesta la transazione. Prove che, immaginiamo, serviranno a molto poco…”.
E così è scattata la denuncia: “dal momento che nessuno è stato in grado di fornirci una spiegazione, abbiamo deciso di denunciare tutto ai carabinieri. E a dire il vero, non l’abbiamo fatto solo per noi, perché fortunatamente abbiamo potuto ricomprare tutto senza problemi. Ciò che è intollerabile è pensare a persone anziane, o a chiunque non abbia sufficienti mezzi, dover subire un torto del genere, mentre si è ricoverati in ospedale. Inoltre, vista l’emergenza covid e le norme anti contagio, ai parenti è negato l’accesso e quindi non è neanche facile interpretare bisogni ed esigenze attraverso sporadici contatti telefonici con i sanitari. Francamente non è giustificabile con nessuna scusa”. (a.c.)






