CHIETI – “La Asl Lanciano-Vasto-Chieti non perde il vizio. Dopo il project financing per la costruzione del nuovo ospedale di Chieti, si persegue la stessa strada per la realizzazione di un nuovo reparto radioterapico e di medicina nucleare, con la fornitura di tre acceleratori lineari e una Tac Pet e la somministrazione del personale specializzato necessario, all’astronomica cifra di 85 milioni di euro”.

La denuncia deflagra in piena campagna elettorale per mano della consigliera regionale del Movimento 5 stelle Sara Marcozzi e del deputato  Andrea Colletti, candidato M5s al collegio proporzionale della Camera Chieti-Pescara.

M5s già sta portando avanti una strenua battaglia contro il project financing  della Nocivelli e della Maltauro,  che prevede l’abbattimento e la ricostruzione del vecchio nosocomio, insicuro sismicamente, per un costo di realizzazione di 225 milioni di euro, con 500 posti letto. Il privato si rifarà poi dell’investimento, grazie alla gestione per trent’anni di alcuni servizi, come la manutenzione delle opere edili, aree verdi e impianti, e altri eventualmente da determinare. Progetto di cui si attende da mesi il via libera l responsabile unico del procedimento indicato dalla Regione, Emidio Primavera, e che potrebbe essere imminente.

Un pessimo affare per M5s, contrariamente a quanto sostiene il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, strenuo sostenitore del project. .

Ed ora si aggiunge un altro fronte della battaglia intorno al nosocomio teatino.   

“Questa mattina – spiegano Marcozzi e Colletti –  siamo tornati negli uffici della direzione generale, pèr effettuato un nuovo accesso agli atti sulla proposta pervenuta dalle società Medipass e Simproject per la realizzazione di un nuovo reparto radioterapico e di medicina nucleare, la fornitura di 3 acceleratori lineari e una Tac Pet e la somministrazione del personale specializzato necessario”.

“Da una prima lettura dei documenti, in particolare del Piano economico e finanziario abbiamo potuto verificare che il costo totale per le casse pubbliche sarebbe di oltre 85 milioni di euro spalmati in 12 anni. Un costo spropositato se pensiamo che qualora la Asl realizzasse autonomamente i lavori, il costo complessivo si aggirerebbe intorno ai 25 milioni, comprensivi di opere edili, acquisto materiali e apparecchiature e costo personale”.

“Quello che non si comprende – incalzano Marcozzi e Colletti – è per quale motivo tale procedura sia rimasta sotto traccia fino a oggi e per quali motivi, pur essendo stati destinati all’Abruzzo 10 milioni di euro dal fondo sanitario nazionale per l’acquisto di queste apparecchiature, si inseguano ancora i progetti di finanza che costituiscono un affare solo per i privati proponenti”. 

Il Movimento 5 stelle ha dunque richiesto tutta la documentazione relativa al progetto e la corrispondenza intercorsa tra i soggetti interessati e i consulenti incaricati di valutare la fattibilità della proposta, per poter approfondire ogni aspetto del progetto.

“Siamo certi, comunque, che il progetto non verrà giudicato favorevolmente dal rup e dalla Asl, vista la manifesta insostenibilità economica”.