CHIETI – La procura della Repubblica di Chieti ha chiesto tre anni e mezzo di carcere per un quarantatreenne ortonese accusato di maltrattamenti e lesioni personali pluriaggravate. La sentenza arriverà il 24 giugno. Lo riporta il Centro. A indagare sui gravi episodi di violenza, avvenuti a Ortona (Ch), sono stati i carabinieri della locale stazione.
La donna, 37 anni, rappresentata dall’avvocato Francesca Di Muzio, si è costituita parte civile e chiede 50.000 euro di risarcimento danni: «Si è ampiamente raggiunta la prova della penale responsabilità dell’imputato», ha sottolineato il legale. L’avvocato Donato Carinci ha chiesto invece l’assoluzione del suo assistito: «Non c’è un solo testimone che abbia visto l’imputato alzare le mani o maltrattare la moglie. Anche la testimonianza della persona offesa è stata totalmente inattendibile, lacunosa e contraddittoria».«L’imputato», sintetizza il sostituto procuratore Lucia Anna Campo (ieri, per l’accusa, c’era il pm d’aula Roberta Capanna), «poneva in essere reiterati atti lesivi dell’integrità, della libertà e dell’onore della coniuge convivente».
Più nel dettaglio secondo quanto riporta ancora il Centro: «Oltre a disinteressarsi delle esigenze quotidiane di lei e del figlio, sottraeva risorse alla famiglia per spese del tutto voluttuarie con prostitute, incontri cui faceva menzione alla moglie al fine di umiliarla, e per l’acquisto di cocaina, sostanza stupefacente di cui è dipendente e che acquistava anche vendendo monili in oro della coniuge». Il quarantatreenne è accusato di aver svilito la donna nei modi peggiori, addirittura lasciando i resti dei pasti sul pavimento perché fosse obbligata a raccoglierli.





