L’AQUILA – “Troppe aree protette danno alla fauna e all’agricoltura Assistiamo tutti i giorni all’appello che l’orso rivolge ai cittadini abruzzesi con le sue comparse nei paesini per finire nel Fucino. Nessuno ha capito il grido di disperazione di questo povero animale”.
Così in una nota Dino Rossi, dell’associazione allevatori e cacciatori Cospa”.
LA NOTA COMPLETA
Il PLNAM con il suo direttore il dott. Sammarone gli obbiettivi prioritari sono quelli di prendersi in gestione altro territorio come la foresta del chiarano-sparvera, che con lo smantellamento del corpo forestale dovrebbe tornare territorio cacciabile e ad uso zootecnico, l’altro obbiettivo è la persecuzione verso agli allevatori in alpeggio sul territorio da Lui diretto, con controlli a tappeto nelle aziende con lo scopo di trovare appigli per il diniego del pagamento dei danni da lupi, invece di salvaguardare l’unica cosa per cui il parco nazionale fu fondato.
Una distesa di territorio privo di cibo dovuto all’abbandono da parte dei contadini ed allevatori per i troppi vincoli, a questo si aggiunge proliferare di altri animali, cervi, caprioli, istrici e cinghiali, in quanto la caccia è vitata all’interno dei parchi.
Non bastavano 55 mila ettari di territorio sotto vincolo, si è pensato di spostare la cartina a seconda degli avvistamenti degli orsi generando la nascita dei PATOM, tutto per accedere a finanziamenti con la nascita di associazioni animalisti sulla carta, perché nella vita reale avrebbero difficoltà a distinguere un orso da un cane. Mentre i soldi piovono negli uffici utilizzati per convenzioni, convegni, consulenze senza risultato, la situazione sotto gli occhi increduli delle persone è peggiorata.
Purtroppo, i nostri orsi ridotti alla fame ogni giorno rischiano la pelle con l’attraversamento delle strade, ma gli enti preposti si limitano a mettere i cartelli” NOI POTREMMO ATTRAVERSARE” e non pensano ai motivi per cui questo povero animale è costretto a fuggire dal suo territorio per arrivare vicino a l’uomo contadino con i quali i suoi avi hanno convissuto e non ai falsi animalisti.
In Abruzzo abbiamo raggiunto il 70% delle aree protette, lo ammette anche il comitato della valutazione di impatto ambientale e l’Ispra superando di gran lunga il limite della Legge 157/92 art. 10 che prevede massimo il 30%.
Con tutto questo territorio sotto vincolo facendo diventare sulla carta l’Abruzzo regione verde d’Europa, ma a l’orso sembra non importare nulla e si avvicina sempre di più nei centri abitati, evidentemente queste arre protette servono solo a recepire fondi a vario titolo, a discapito della fauna, della flora e delle attività che una volta preservavano il nostro ambiente adesso diventato ostile anche per gli animali.






