SAN BENEDETTO DEI MARSI – Momenti di tensione annunciati, poi smentiti o mai confermati, con alcuni commercianti che si sarebbero addirittura premuniti, temendo tafferugli, screzi e atti vandalici, barricando le porte dei negozi.
È “giallo” sulla manifestazione a tutela dell’orso marsicano che domenica scorsa tra Pescina e San Benedetto dei Marsi (L’Aquila) ha visto sfilare in corteo circa duemila persone, chiedendo nuove norme per la gestione della fauna selvatica e giustizia per l’orsa Amarena, uccisa a fucilate nei giorni scorsi e per la cui morte è indagato un 56enne di San Benedetto dei Marsi.
Dopo la manifestazione gli animalisti hanno raccontato, tra comunicati stampa e post Facebook, di aver subito minacce, insulti, lanci di petardi, oltre all’assenza fisica di rappresentanti di istituzioni.
“Gli animalisti sono stati scortati dalle forze dell’ordine, a causa delle minacce di una minoranza di esaltati allevatori che hanno insultato alcune donne e partecipanti e lanciato petardi”, è stato riferito in una nota dai manifestanti.
Una ricostruzione che però, almeno al momento, non è stata né confermata né smentita ufficialmente da amministratori locali e forze dell’ordine che anzi, in diversi casi, smentiscono si siano verificati episodi pericolosi o rilevanti. Tra l’altro, sulla questione, gli stessi amministratori non si sono espressi e con molti di loro, pur contattati, è difficile riuscire a parlare.
Ma anche tra cittadini e residenti non è facile raccogliere testimonianze, qualcuno preferisce rilasciare qualche dichiarazione ma in forma anonima.
In definitiva, in assenza di comunicazioni chiare, nessuno ha fornito dettagli in merito all’accaduto: tra i punti da chiarire, da chi sarebbero eventualmente partiti i petardi, di che entità sarebbero stati gli screzi, con presunti insulti e minacce, se siano state sporte denunce.
Dalle foto e dai video che circolano sul web, sembrerebbe essersi trattato di una regolare manifestazione, “anche sottotono”, stando a quanto riferiscono i manifestanti più accorati e indignati per l’uccisione ritenuta immotivata dell’orsa Amarena.





