L’AQUILA – “Una grande novità è che il nostro ordine è tra i primissimi in Italia ad introdurre il nuovo sistema del voto telematico, quindi chiunque avrà la possibilità di votare, in Italia o all’estero, attraverso pc o smartphone. Per me questo è stato un punto fermo, perché su un totale di oltre 3mila iscritti all’albo, riuscivano a votare non più di 200-250. Prima chi abitava lontano o aveva impegni era costretto a venire in sede ora invece può comondamente votare ovunque si trovi. Ci auguriamo così che aumenti il numero dei votanti”.

A dirlo lanciando un appello alla partecipazione, in un’intervista ad AbruzzoWeb, il docente della Università dell’Aquila Mario Giannoni, attuale presidente dell’Ordine eletto in sostituzione del compianto Maurizio Ortu, già vicepresidente, e presidente Commissione Nazionale dei Corsi di Studio in Igiene Dentale, in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio direttivo e del Collegio dei revisori dei conti, nonché per l’elezione del nuovo presidente dell’Ordine dei Medici della provincia dell’Aquila.

Le elezioni si terranno il 28 e 29 settembre, dalle ore 9 alle ore 18, e saranno tre le liste a presentarsi, due delle quali composte ciascuna da 15 candidati a presentarsi “Integrazione, ospedale, territorio” e “Ordine in libertà”, in quest’ultima  è candidato lo stesso Giannoni, oltre alla singola candidatura “Dott. Giacomo Pio”. (Qui il link con le liste)

Sarà il nuovo Consiglio ad eleggere il prossimo presidente dell’Ordine.

“Mi corre l’obbligo ci ricordare la figura del dottor Maurizio Ortu, che per noi negli ultimi 14 anni è stato una guida ineccepibile, un esempio di competenza, equilibrio e fermezza. Ci è stato sottratto all’improvviso e troppo presto e ci siamo trovati a fronteggiare l’emergenzza della sua assenza”, ha esordito Giannoni.

Diversi i compiti dell’Ordine dei medici che, ha spiegato Giannoni, “è un ente sussidiario dello Stato, rappresenta lo Stato in tutto e per tutto. Si tende a considerarlo a tutela dei medici ma in realtà è a tutela del cittadino, nonché dello svolgimento corretto della professione medica. Tra i compiti c’è quello di vigilare che chi esercita la professione, sia medico che odontoiatra, abbia i requisiti, combattendo così automaticamente l’abusivismo. L’ordine vigila sul rispetto del codice deontologico e non può svolgere un ruolo di rappresentanza sindacale, per questo esistono i vari sindacati, così come non prende le parti dell’una o dell’altra categoria di medici, deve garantire che tutte le categorie possano lavorare in assoluta tranquillità”.

Per quanto riguarda le sfide future: “La sanità da tempo sta attraversando una fase critica. Assorbe la maggior parte del budget che il Governo destina ad ogni singola Regione, però troviamo nell’ambito delle regioni stesse delle differenza sostanziali nei livelli essenziali di assistenza. Questo non si concilia molto con la Costituzione che ci dice che siamo tutti uguali e bisogna garantire il diritto alla salute a tutti”.

“In questo momento – ha poi sottolineato Giannoni – la figura del medico nella considerazione della società è drasticamente mutata. Siamo usciti dal covid come eroi, insieme agli infermieri e agli altri sanitari, mentre oggi il medico è costretto dai continui assalti dal punto di vista legale ad esercitare medicina difensiva, per non parlare delle aggressioni fisiche. I medici devono essere tutelati anche fisicamente come dimostrano sempre più stesso i casi di cronaca. Voglio ricordare che i medici nello svolgimento delle proprie funzioni sono pubblici ufficiali, la legge deve tutelarli ancora di più. Si attendono per questo interventi legislativi importanti. Noi non chiediamo altro che svolgere il nostro lavoro in tranquillità”.

E ancora: “Aggiungiamo che occorerebbe anche un’organizzazione migliore, oggi abbiamo notevole carenza di personale, già segnalata negli anni dagli ordini, purtroppo i ministeri competenti, specialmente quello dell’Università non ha aumentato i posti, poi c’è stata la strettoia delle scuole di specializzazione e adesso costretti o a chiamare medici dall’estero o dobbiamo ricorrere a medici specializzandi in formazione”.