L’AQUILA – L’associazione costruttori (Ance) dell’Aquila scende in campo contro il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, sull’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri sui centri storici.
“Urlare ed inimicarsi tutti coloro che hanno potere decisionale sul futuro del cratere non agevola la ricostruzione. La strada più fruttuosa è sempre quella della ponderatezza e del lavoro sinergico”, scrive il presidente Ance, Gianni Frattale.
“La nuova ordinanza del governo di Mario Monti non è altro che quanto già noto ai tempi di Gianni Letta, né migliore né peggiore. È perfettibile – sottolinea Frattale – Non ci soddisfa pienamente ma è qualcosa da cui partire per cercare di avviare la ricostruzione in attesa di ottenere il riconoscimento di quanti più diritti possibile”.
“Ma non se ne esce andando allo scontro – aggiunge Frattale – bisogna piuttosto riunire le energie e le idee di tutti per fare proposte e sostenerle con autorevolezza. Se il metodo è questo l’Ance è disponibile a contribuire”.
“Oggi gli ostacoli più impellenti da rimuovere sono sempre gli stessi due – spiega l’Ance sposando la linea del commissario, Gianni Chiodi, e del coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana – la mancanza dei piani di ricostruzione per i centri storici ed il blocco delle pratiche alla filiera. Per fortuna, dietro al polverone della rissa continua in corso, c’è il lavoro di alcuni piccoli Comuni e delle frazioni che sono riusciti a presentare 22 piani di ricostruzione”.
“La preoccupazione più urgente, ora – rileva Frattale – deve essere quella di migliorare il meccanismo della filiera burocratica anche per affrontare la mole di progetti dei centri storici che afferirà prossimamente”.
“A oggi, invece, dobbiamo ancora prendere atto, sempre più amaramente, che nulla si muove neanche per le ‘E’ della periferia, e che non si ha nessuna idea di come sarà L’Aquila futura – attacca il presidente dei costruttori – I cantieri della ricostruzione pesante sono sempre fermi”.
“In passato gli aquilani hanno ricostruito la città ad ogni terremoto – conclude Frattale – Nel terzo millennio la litigiosità potrebbe purtroppo seppellire la sua dignità”.



