L’AQUILA – Una produzione artistica di carattere religioso molto innovativa e rivolta al mercato funerario ma non solo: questa la novità per l’agenzia aquilana di pompe funebri Pacini, che ha avviato una collaborazione con l’imprenditore e artista Ferdinando Maria Latour.

Quadri, bassorilievi, urne funerarie finemente decorate e bare dipinte, questa una parte della produzione frutto di questa collaborazione, all’interno della fabbrica di Pacini a Fossa (L’Aquila).

“Ci siamo avvicinati in un momento molto delicato, di recupero oserei dire di una cristianità che ricerca delle espressioni equilibrate di carattere artistico”, spiega ad AbruzzoWeb Latour.

In un momento soprattutto del made in China, loro si presentano come paladini del made in Italy, “anche il settore funerario sta risentendo della crisi della qualità in tal senso. Noi realizziamo delle bare finemente decorate, internamente e esternamente e ancora urne per raccogliere le ceneri, laminate o affrescate”.

“Dipingo usando una tecnica mista – spiega – si tratta di basi murarie che hanno caratteristiche chimiche assimilabili all’affresco, quando poi mettiamo in stampa con una tecnica a base acqua si replica chimicamente quello che avveniva nel’affresco antico. Ne viene fuori un progetto di qualità molto alta, un nuovo modo editoriale per far conoscere l’arte, oppure se vogliamo una vera tecnica innovativa che mescola le tecniche passate”.

E a quanto pare, questa novità nel campo delle pompe funebri ha raccolto l’interesse di alcune realtà artistiche del capoluogo. “Siamo in contatto con l’Accademia delle belle arti, aperti a qualunque tipo di collaborazione, e perchè no, aprire magari a un corso.

E questa novità ha portato Latour fuori regione, esponendo alcuni suoi lavori nei giorni scorsi a una fiera di settore sacro a Bologna, a marzo a Miami in una del settore funerario e ancora in Messico, dove i suoi prodotti sono molto richiesti.

“È una grande soddisfazione – aggiunge – uscire fuori confini, questa tecnica di argentatura chimica sta andando moltissimo, tanto da aver deiso di fare una piccola permamente all’interno del laboratorio di Fossa, dove arte e commercio funerario si incontrano e mescolano alla perfezione”.

La prima mostra di Latour risale al 1997, sempre all’Aquila, dove portò per primo le novità sul campo della grafica muraria. “Non nasco artista – spiega – sono laureato in economia e ho vissuto a Roma e per un lungo periodo in Brasile. Qui all’Aquila sono arrivato facendo il consulente d’impresa. e mi sono sempre occupato di sviluppo industriale. Qui ci sono capitato negli anni’90, dopo un’esperienza all’Accademia d’arte di Ripetta a Roma”.

Il suo primo lavoro nel capoluogo fu una collaborazione come consulente con l’impresa D’Addami, oggi scomparsa, che si trovava a Bazzano. “Erano degli abili produttori di bassorilievi scultorei – ricorda – esportammo i loro prodotti fino in Arabia Saudita, dove il ‘made in L’Aquila’ fece letteralmente furore”.

Da questa esperienza poi ”l’illuminazione” e la voglia di approfondire alcune tecniche. “Ho studiato queste tecniche, quindi ho puntato su un concetto diverso lavorando per parecchi musei. Abbiamo incrociato gli interessi di una frangia cattolica, i neocatecumenali, e grazie anche a loro, ho portato una serie di prodotti  in Brasile”.

E nel 2015, dopo anni di studi sulle nuove tecniche, Latour ha ideato uno dei gadget per l’88 adunata nazionale degli alpini che si è svolta nel mese di maggio, utilizzando una tecnica di argentura all’avanguardia. 

“Sperimentiamo usando materiali molto diversi tra loro, questo è il vero concetto di innovazione, il mio obiettivo – ha concluso – è di lavorare molto nel territorio aquilano coinvolgendo anche altri soggetti economici, c’è una ricchezza di possibilità e tante sono secondo me potenzialità che posso venire a galla!”.