PESCARA – Restano disperate le condizioni di Diomede Barchiesi, il cinquantenne di Lanciano (Chieti) finito in ospedale dopo essere intervenuto, nella notte tra sabato e domenica, per difendere il figlio diciottenne coinvolto in una lite con altri ragazzi sul lungomare di Fossacesia (Chieti).

L’uomo, sottoposto a intervento neurochirurgico, è ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Pescara. È in coma e la prognosi resta riservata.

Gravissime, secondo quanto si apprende, le lesioni cerebrali riportate.

L’uomo, stando a una prima ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato colpito da un pugno alla mandibola sferrato da un diciottenne del posto e, cadendo, potrebbe aver battuto la testa.

Intanto vanno avanti le indagini per il reato di lesioni aggravate condotte dai carabinieri, coordinati dalla Procura di Lanciano – titolare del fascicolo è la pm Elena Belvederesi – per fare piena luce sull’accaduto.

“Siamo vicini al nostro concittadino, Diomede Barchiesi, vittima di una violenza inaccettabile, feroce e ingiustificata, e ai suoi familiari, esprimendo loro solidarietà e conforto in questo momento terribile di forte sconcerto, di profondo dolore, di ansia e di attesa”, il commento del sindaco di Lanciano, Filippo Paolini.

“Condanniamo fermamente il gesto, che non può in alcun modo trovare spazio o giustificazione in una comunità che vuole dirsi civile, basata sui valori del rispetto e della convivenza pacifica”, prosegue il primo cittadino.

“Purtroppo stiamo assistendo a una escalation di violenza tra i giovani che riguarda non solo il nostro territorio, ma la società nella sua interezza. Seguiamo ora con attenzione l’evolversi della situazione, con totale fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura – conclude il sindaco – Ma soprattutto un pensiero di speranza e coraggio va a Diomede Barchiesi affinché possa riprendersi presto. Ci auguriamo, inoltre, che questa estate si concluda senza altri episodi di violenza”.