TERAMO – “Tutte le piste sono aperte, tutte le ipotesi in questo momento sono ammesse”.
Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno, Alessandro Patrizio, parlando con i giornalisti al termine del sopralluogo sul pianoro di Colle San Marco, dove si sono perse le tracce il 18 aprile scorso di Carmela-Melania Rea, trovata cadavere due giorni fa nei boschi del Teramano.
Al momento quindi non ci sono ipotesi privilegiate, ma il militare tende ad escludere un coinvolgimento della persona rimasta anonima, che con una chiamata al 113 di Teramo aveva segnalato la presenza del corpo martoriato di coltellate della donna.
“Ha detto di essere un cercatore di funghi – ha raccontato il colonnello Patrizio -. Parlava con accento abruzzese e la voce sembrava di una persona anziana”.
La telefonata è stata fatta da un telefono pubblico in piazza San Francesco nel centro di Teramo, dove c’é una telecamera di sicurezza al momento non funzionante. Secondo il comandante dei carabinieri di Ascoli, il ritrovamento sarebbe del tutto casuale e del resto il luogo stesso dove il corpo supino di Carmela, chiamata da tutti Melania in famiglia, è stato rinvenuto, è piuttosto visibile da chiunque passi in quella zona.
I carabinieri stanno lavorando anche su una seconda carta Sim appartenente a Melania, oltre a quella del telefonino abbandonato vicino al cadavere e repertato. Ma in realtà “si stanno verificando tutte le utenze telefoniche di tutti”.
Nel sopralluogo al pianoro di Colle San Marco si è cercato di ricostruire il percorso che ha portato Melania lontano dal marito, per andare in bagno aveva detto. Un percorso che sembrerebbe perdersi nei boschi circostanti. Al momento però, sempre secondo il colonnello Patrizio, non ci sono segnalazioni di “presenze estranee nella zona”.






