TERAMO – Quasi un colpo di scena a Teramo al termine della requisitoria della parte civile: la difesa di Salvatore Parolisi, accusato dell’omicidio della moglie, Melania Rea, ha chiesto e ottenuto di anticipare di una settimana la propria requisitoria e iniziare sin da subito l’esposizione delle proprie tesi.

Il giudice Tommolini ha dato l’ok così come i legali della famiglia Rea e dopo una breve pausa, gli avvocati Nicodemo Gentile e Valter Biscotti hanno iniziato la loro requisitoria.

Alla richiesta della difesa di Parolisi di anticipare i tempi della requisitoria, ha ovviamente concordato anche la Procura.

Come hanno spiegato i procuratori, ci sono ancora un paio di ore disponibili in giornata e, in questo modo, si può arrivare a sentenza con certezza venerdì prossimo, 26 ottobre, quindi l’udienza già prevista come conclusiva.

La richiesta accordata alla difesa di Parolisi viene giudicata dagli stessi legali del caporal maggiore dell’Esercito, che, è sospeso dal servizio ma è tuttora nei ranghi effettivi, è una dimostrazione di forza della linea difensiva.

IL PROCESSO
 

Salvatore Parolisi è nell’aula del Tribunale di Teramo per la giornata delle requisitorie del processo con rito abbreviato per l’omicidio di sua moglie Melania Rea, la donna di 29 anni campana uccisa il 18 aprile 2011 nel bosco di Ripe di Civitella con 35 coltellate.

Nell’aula Falcone-Borsellino la pubblica accusa con i pm Davide Rosati e Greta Aloisi ha richiesto l’ergastolo: per i sostituti procuratori il caporalmaggiore è l’unico resposabile dell’omicidio di sua moglie.

Si è conclusa così la prima parte della requisitoria odierna, più tardi sarà il turno della parte civile ossia dell’avvocato Mauro Gionni con la richiesta di risarcimento danni.

Il processo si svolge a porte chiuse, perché con rito abbreviato.

Fuori dall’aula sono finiti anche i tre periti di parte civile per espressa decisione del giudice: si tratta di Margherita Carlini, Maria Baldi e Roberta Bruzzone che hanno redatto le perizie per i famigliari Rea.

LEGALE FAMIGLIA REA: “RICHIESTA CHE CI ASPETTAVAMO”

“È quello che ci aspettavamo la richiesta di un ergastolo senza attenuanti”. Così l’avvocato della famiglia Rea, Mauro Gionni, all’uscita dell’aula dove poco prima il pm Rosati ha chiesto la pena massima per Parolisi, reo, secondo l’accusa, di aver ucciso la moglie Melania.

PAPÀ MELANIA: “SALVATORE? È UNO SBRUFFONE”

Uno in aula, l’altro dietro le sbarre: papà Gennaro Rea e Salvatore Parolisi stavolta hanno incrociato lo sguardo tra di loro.

“Ci siamo guardati sì – ammette il papà di Melania durante la pausa del processo all’ex caporale campano – Salvatore è sempre il solito, quando il pm Rosati parlava dei soldi lui ridacchiava…Uno sbruffone mi chiedete? Sì, può essere il termine giusto”.

Papà Rea ha ascoltato la requisitoria dei due procuratori ma ammette “per me non è cambiato niente”, nel senso che già sapeva tutto. “È stata però una requisitoria a senso unico”, verso la colpevolezza del caporalmaggiore.

“Se ho fiducia nella giustizia? Errare è umano ma questa è una vicenda a senso unico”, ha detto ancora Gennaro Rea.

Riferendosi alla figlia di Melania e Salvatore, Vittoria, ha aggiunto: “Spero che stia con noi il più possibile e possa crescere serena”.

PAPÀ MELANIA/2: REQUISITORIA ININFLUENTE, CONOSCO VERITA’

“Dalle requisitorie non mi aspetto molto di più di quello che già so: la famiglia Rea la verità la conosce e si è fatta le sue convinzioni”.

È sereno ma amaro il commento di Gennaro Rea, papà di Melania, poco prima di entrare nell’aula del Tribunale di Teramo dove.

Papà Rea è arrivato a Teramo con lo zio di Melania, Gennaro, e con il figlio Michele.

“Quello che conta è che nostra figlia non c’è più, io mi aspetto solo che la giustizia faccia il suo corso, ma – ripete – le mie convinzioni non me le tocca nessuno. Quindi, viva la giustizia, viva la magistratura, viva l’Italia”, conclude il papà della mamma napoletana uccisa il 18 aprile del 2011″.

ZIO MELANIA: “COMUNQUE VADA, SARA’ UNA SCONFITTA”

“Comunque vada sarà una sconfitta”.

Lo ha detto, parlando al Tg3 regionale, lo zio di Melania Rea commentando il processo, ancora in corso con l’arringa di uno dei difensori, al caporalmaggiore Salvatore Parolisi, accusato dell’omicidio della moglie Melania Rea.

“O sarà dichiarato colpevole e condannato o sarà dichiarato innocente, io mi auguro di no, per noi – ha spiegato il signor Gennaro – è una sconfitta perché non sapremo mai la verità. A noi interessa sapere il perché, che cosa ha scatenato quella rabbia che poi è stata riversata su Melania”.

Secondo lo zio della vittima Salvatore il delitto non l’ha premeditato “tempo fa ma in quell’istante che stava li’ sopra (a Ripe di Civitella, ndr) l’ha pensato e l’ha fatto, l’ha messo in opera”.