TERAMO – “Se Salvatore Parolisi sa qualcosa della tragica fine della moglie Melania Rea “deve parlare e spiegare tutto agli inquirenti, deve dire la verità”.

Così Gennaro Rea, padre della donna trovata uccisa a coltellate il 20 aprile scorso al bosco delle Casermette di Ripe di Civitella (Teramo), al quotidiano online Affaritaliani.it.

“Dopo la denuncia di scomparsa di Melania Salvatore si è cambiato. Indossava ciabatte e calzoncini. Perché?”, si domanda il papà della vittima.

E sul tradimento di Parolisi, che aveva una relazione con una soldatessa, dice: “Non ne sapevamo nulla, se no mia figlia non sarebbe morta. Per ora però sono fatti che accantono, ma che non dimentico”.

“E secondo me – aggiunge – per ragioni che non sto a dire, anche mia figlia non ne era al corrente. Lo escludo in modo categorico. E se invece l’aveva scoperto era da pochissimo. Credo il giorno prima della morte. Ma saranno gli inquirenti a stabilirlo”.

E ancora: “Se avessi saputo non avrei fatto finta di niente. Melania ha lasciato la sua casa, il suo paese, lo ha seguito dove lui ha voluto, dopo il matrimonio, per finire uccisa a coltellate in un bosco”.

Poi, sul gelo ai funerali con la famiglia Parolisi, spiega: “La famiglia di Salvatore, entrata in chiesa, non è neanche venuta a salutare”.

Ma poi aggiunge: “Erano le circostanze. Non c’era freddezza. Quando siamo rientrati ci siamo visti a casa nostra per un caffé”.

Quanto alla piccola Vittoria, la figlia di Melania, afferma: “Saremo io e mia moglie ad occuparci della sua educazione. Non si può pensare che un uomo da solo, con un impegno lavorativo molto intenso, possa accudire giorno e notte una bambina di pochi mesi”.

Gennaro Rea e la moglie Vittoria hanno parlato oggi anche ai microfoni del Tg1: per adesso, ha detto in sintesi, mettiamo da parte la questione del tradimento, “ci interessa sapere il perché e chi” ha ucciso Melania.

Chissà, si è chiesto poi Rea, se mentre Melania veniva uccisa “da questo o da questi esseri immondi” invocava i suoi familiari. “Questo mi fa rabbia, che io non fossi lì”. “Melania – ha aggiunto la madre – è morta per amore e per i valori che aveva nei confronti del marito, della famiglia”.

I VICINI DI CASA FANNO CELEBRARE MESSA PER MELANIA

TERAMO – A un mese dalla morte di Melania Rea, i coinquilini dello stabile in piazza Dari a Folignano (Ascoli Piceno), dove la donna viveva col marito Salvatore Parolisi e la piccola Vittoria, faranno dire oggi alle 18.30 una messa in suffragio della giovane donna.

La officerà il parroco di Folignano don Carlo Lupi, che nei giorni scorsi ha anche partecipato alle esequie di Melania a Somma Vesuviana.

A organizzare la messa è stato, fra gli altri, Raffaele Paciolla, amico della coppia.

Paciolla è l’agente di Polizia penitenziaria che fu tra i primi ad accorrere a Colle San Marco quando Salvatore gli telefonò per chiedergli di aiutarlo nelle ricerche.

Paciolla e la moglie nei giorni scorsi hanno messo a disposizione il loro dna.

Alla cerimonia è stata invitata a partecipare tutta la cittadinanza di Folignano.