TERAMO – “Corpo a corpo” era il nickname che Salvatore Parolisi usava per chattare su Internet, e tra le persone con cui parlava c’erano alcuni trans.
Da stamattina è entrata anche questa informazione all’interno dei dieci faldoni che raccontano l’omicidio di Melania Rea, uccisa con 35 coltellate, secondo gli inquirenti dal marito.
Questa notizia va ad avvalorare le accuse del movente passionale, sporte dai pm Davide Rosati e Greta Aloisi, secondo i quali era un matrimonio agli sgoccioli arricchito da buglie e tradimenti, come quello dell’amante soldatessa Ludovica, con la quale Parolisi comunicava su Facebook con il nome “Vecio alpino”.
L’accertamento tecnico sull’hard disk del computer di Parolisi è stato disposto dalla procura di Teramo e condotto dagli esperti del Ros. Ha rivelato che l’uomo parlava con i trans non solo da casa, ma anche dalla caserma Clementi di Ascoli.






