TERAMO – Potrebbe nascondersi nella borsa che Melania Rea aveva con sè nel supermercato ad Ascoli Piceno (che non è stata ritrovata nel bosco di Ripe di Civitella) uno dei tasselli necessari per comporre il complesso mosaico dell’omicidio per il quale è rinchiuso nel carcere di Teramo il marito Salvatore Parolisi.
L’accessorio della donna è stato trovato nella casa di Folignano (Ascoli Piceno) insieme ad un altra borsa dai Carabinieri, ed è quello immportalato dalle telecamere a circuito chiuso del supermercato di Ascoli lo stesso giorno in cui è scomparsa (18 aprile): il corpo fu trovato due giorni più tardi trucidato da 35 coltellate.
Nella sua ordinanza il gip Giovanni Cirillo chiede di cercare nelle borse, ora custodite nella casa paterna della vittima, preconizzando l’ipotesi che sia stato Parolisi a riportarla nell’abitazione di Folignano.
“Se si ipotizza che Melania abbia portato con sè almeno una” scrive il giudice a pagina 156 del provvedimento “deve averla lasciata in macchina quando si è appartata dietro il chiosco. Sicchè ha provveduto Parolisi a riposizionarla nell’armadio di casa la sera del 18 aprile (giorno del delitto (ndr) quando è sceso dal pianoro di Colle San Marco per sporgere la denuncia di scomparsa, prima che giungessero i parenti della moglie. Sembra in ogni caso utile che il pm approfondisca questo aspetto, controllando le borse”.
ALL’AQUILA PRESENTATA ISTANZA PER IL RIESAME
Intanto è arrivata ieri, sabato 13 agosto, presso la cancelleria del Tribunale dell’Aquila l’istanza di scarcerazione del caporalmaggiore Salvatore Parolisi che era stata presentata venerdì scorso a Perugia dai suoi difensori.
Ora parte l’iter per la fissazione dell’udienza davanti al tribunale del Riesame che, secondo i legali del sottufficiale, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, non ci sarà prima del 20 agosto.
Da quanto si apprende, in quella sede Parolisi, in carcere a Teramo da tre settimane, rilascerà ai giudici una dichiarazione spontanea in merito alle accuse a suo carico sull’omicidio della moglie Melania Rea, trovata morta nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo) il 20 aprile scorso trucidata da 35 coltellate, delitto del quale resta l’unico indagato.
Dopo essersi avvalso per due volte della facoltà di non rispondere, relativamente agli interrogatori di garanzia previsti a seguito delle due ordinanze di custodia cautelare in carcere firmate dai gip di Ascoli Piceno e Teramo, il caporalmaggiore fornirà la sua versione dei fatti.
Il tribunale del Riesame dell’Aquila, dopo il deposito dell’istanza di scarcerazione, deve fissare entro la data del 23 agosto l’udienza per il caso Parolisi: il termine è di dieci giorni. Lo stesso tribunale ha cinque giorni di tempo per richiedere gli atti al tribunale di Teramo.
La data dell’udienza sarà fissata probabilmente nella giornata del 16 agosto. A presiedere il collegio sarà Giuseppe Romano Gargarella, presidente del tribunale del Riesame e responsabile dell’ufficio del Gip e del Gup del Tribunale dell’Aquila.
PAROLISI PRONTO PER UDIENZA RIESAME
L’AQUILA – “Parolisi è pronto per l’udienza davanti al Riesame. Farà dichiarazioni spontanee per dire che è innocente”. È quanto ha riferito l’avvocato Valter Biscotti, legale del caporalmaggiore dell’esercito accusato di aver ucciso le moglie Melania Rea, dopo essere uscito dal carcere di Teramo dove è rinchiuso il suo assistito. Il legale difende Parolisi insieme all’avvocato Nicodemo Gentile.
Biscotti ha riferito di una intensa mattinata di lavoro con il suo assistito.
“Abbiamo lavorato sulle carte insieme a Parolisi – ha riferito – le abbiamo lette insieme ed abbiamo discusso i punti non corretti, non veritieri e fantasiosi”. Il legale ha evitato accuratamente ogni dichiarazione sui particolari del colloquio, confermando che sarà un Ferragosto di lavoro per preparare le prossime scadenze a partire dall’udienza davanti al tribunale del Riesame dell’Aquila.






