TERAMO – Si è concluso nel primo pomeriggio fa il nuovo esame autoptico sul cadavere di Carmela Melania Rea, condotto nell’obitorio di Teramo. La magistratura inquirente ha concesso il nulla osta per la restituzione della salma alla famiglia, e quindi per lo svolgimento dei funerali.
Lo si è appreso ad Ascoli Piceno.
PM MONTI NON CI SONO NUOVI ELEMENTI
E’ durato circa due ore il nuovo esame sulla salma di Melania Rea, la donna di 29 anni di Somma Vesuviana di Somma Vesuviana, scomparsa il 18 aprile ad Ascoli Piceno e ritrovata due giorni dopo uccisa a coltellate nei boschi di Ripe di Civitella (Teramo). Nessuna dichiarazione da parte del pm Umberto Monti all’uscita dell’obitorio.
Il magistrato si è limitato a negare la presenza di nuovi elementi, affermando che “sono stati compiuti ulteriori accertamenti i cui risultati saranno noti nei prossimi giorni”. Monti ha poi confermato la concessione del nulla osta per la sepoltura.
Il professor Adriano Tagliabracci, l’anatomopatologo che aveva eseguito l’autopsia e che ha effettuato il nuovo esame sul cadavere ha confermato la verifica, resasi necessaria, di alcuni dettagli.
Anche il fratello della vittima, Michele Rea, non ha voluto rilasciare dichiarazioni, limitandosi soltanto a confermare la possibilità di eseguire i funerali molto probabilmente nella prossima settimana: a chi gli chiedeva dell’eventuale coinvolgimento del cognato, Salvatore Parolisi, Michele ha confermato piena fiducia nel caporalmaggiore.
L’ANELLO FU TROVATO NEL BOSCO GIA’ IL 20 APRILE
TERAMO – “L’anello fu trovato nel bosco e repertato già il 20 aprile scorso, e non ieri o di recente”. Lo dice all’Agi il colonnello Alessandro Patrizio, comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno, in relazione al ritrovamento dell’anello di Melania Rea, la giovane madre di Somma Vesuviana (Napoli) trovata uccisa con 32 coltellate mercoledì 20 aprile, nel bosco delle Casermette, a 1200 metri di quota, in località Ripe di Civitella del Tronto, in provincia di Teramo.
“L’anello era vicino al corpo della donna e fu repertato come tutte le altre cose che vi erano nell’area, già nel giorno del rinvenimento del cadavere – spiega il comandante – e quindi era già da tempo a disposizione degli inquirenti per i rilievi del caso.”
“Al momento, secondo il colonnello Patrizio, non ci sono novità nelle indagini sulla scomparsa – avvenuta il 18 aprile – e sul possibile sequestro e il brutale omicidio di Melania”.
NON SOLO ACCERTAMENTI POST MORTEM
TERAMO – Non è finalizzato solo ad un approfondimento delle ferite inferte post mortem l’esame cadaverico effettuato stamane sul corpo di Carmela Melania Rea, la ventinovenne di Somma Vesuviana (Ascoli Piceno) scomparsa ad Ascoli Piceno e trovata uccisa a coltellate nei boschi del Teramano dal medico legale Adriano Tagliabracci, lo stesso che aveva già eseguito l’autopsia.
A questo quesito, trapela da fonti inquirenti, se ne sarebbero aggiunti altri per meglio precisare la dinamica e la tempistica del delitto.
LE AMICHE DI MELANIA: “NON E’ STATO SALVATORE”
TERAMO – Una ragazza gentile e rispettosa. È il ricordo che tanti cittadini di Somma Vesuviana (Napoli) hanno di Melania Rea, la giovane mamma scomparsa il 18 aprile ad Ascoli Piceno e ritrovata due giorni dopo barbaramente uccisa a coltellate nei boschi di Ripe di Civitella (Teramo).
Un omicidio che ha scosso la comunità della cittadina vesuviana, dove attualmente si trova ancora il vedovo della donna, il caporalmaggiore Salvatore Parolisi, insieme alla figlioletta di un anno e mezzo, Vittoria, a casa dei suoceri, messa sotto assedio da troupe televisive e giornalisti.
“Li lascino in pace – sbotta qualcuno dei vicini – non hanno più nulla da dire, li lascino piangere la morte della loro figlia”.
Quanto al rapporto di Melania con il marito, e alle eventuali relazioni extraconiugali di lui, in molti sostengono che Melania “viveva per lui e per Vittoria”.
“Molte donne non riescono a tacere davanti ai tradimenti dei loro uomini – racconta Anna, una delle tante amiche di Melania – e invece lei faceva finta di non vedere, perché la sua vita, da quando ha conosciuto Salvatore, era incentrata sulla buona riuscita del matrimonio. Aveva quale esempio la vita coniugale dei suoi genitori, molto uniti e felici, e non voleva essere da meno. Quando si è innamorata di Salvatore non ha pensato ad altro che alla sua nuova famiglia, e si è sempre mostrata molto unita al marito”.
In pochi credono a un eventuale coinvolgimento di Parolisi nel delitto: “Non avrebbe potuto farlo – affermano alcuni cittadini riuniti nel centro storico del paese – la bambina avrebbe potuto vedere qualcosa, e lui con quale faccia, poi, si presentava a casa dei suoceri? Vive ormai con loro, avrà già il rimorso dei tradimenti, dovrà spiegare tante cose, e i genitori di Melania sono distrutti già dal dolore per la perdita della loro figlia, non possono affrontare anche questo”.
Tra le amiche serpeggia il dubbio che a uccidere la donna sia stato qualche uomo o donna respinti da Melania o Salvatore: “La scorsa estate – spiegano – alcune amiche di Melania sono state a casa sua, e lei non voleva uscire da sola sul balcone perché le dava fastidio lo sguardo indiscreto di qualcuno”.
“Melania era molto bella – prseguono – e magari qualche altro uomo ha perso la testa per lei senza essere corrisposto, forse non quello del balcone. O forse qualche donna è stata respinta da Salvatore, e ha deciso di uccidere la propria rivale. Noi speriamo che la verità venga fuori presto”.
INTERA PROCURA INDAGHERA’ SUL CASO
TERAMO – L’intera Procura di Ascoli Piceno indagherà sul brutale omicidio di Carmela Melania Rea. Ai tre sostituti Umberto Monti, Ettore Picardi e Carmine Pirozzoli si aggiunge ufficialmente anche il pm Cinzia Piccioni.
“E’ solo un atto formale – spiega il procuratore capo Michele Renzo – visto che, di fatto, salvo che nei giorni in cui è stata in ferie, la dottoressa Piccioni ha lavorato con tutti noi a questo caso”. Il coinvolgimento di tutto il pool risponde anche a un’altra esigenza: “Il lavoro da fare è tanto: per scoprire chi ha ucciso Melania Rea, ma anche per seguire tutti gli altri fascicoli di cui la procura si occupa quotidianamente”.
L’impegno di tutti al caso Rea, con compiti e settori ben divisi, consentirà ai quattro magistrati di portare avanti anche l’attività ordinaria. Intanto dalla procura di Teramo è arrivato il fascicolo relativo all’autopsia sul corpo di Melania, un aspetto del quale inizialmente si era occupata il pm abruzzese Greta Aloisi, che a questo punto esce di scena.






