TERAMO – Le tracce del dna di Salvatore Parolisi sulla bocca di Melania (in particolare sulle labbra e sulle gengive) sarebbero state lasciate poco prima che la donna morisse.

Se il contatto tra i due fosse avvenuto molto tempo prima, il movimento della lingua e della saliva della stessa donna le avrebbe ‘cancellate’.

È una delle conclusioni cui è giunto il medico legale Adriano Tagliabracci. Lo scenario che si profila è dunque un bacio ‘mortale’, o la mano di Parolisi sulla bocca della donna per non farla urlare o tenerle fermo il capo.

Un dettaglio particolarmente odioso emerge dalla perizia medico legale sul corpo di Melania Rea: l’assassino, dopo averla uccisa, tornò sul luogo del delitto e per inquinare le prove la colpì di nuovo con un’altra arma, non una lama, comunque diversa da quella con lui l’aveva uccisa e di cui probabilmente si era già disfatto.

Per far questo, scostò le mani che la povera donna aveva ancora riunite sul petto per difendersi dai colpi mortali e affondò l’arma sul cadavere