LANCIANO – “Questa mattina mia madre mi ha telefonato gridando: ‘Hanno sparato, hanno sparato! Non ho ben capito che cosa fosse accaduto ma sono corso a casa dei miei. Lì, per strada c’era mio padre morto. E mia madre urlava, di dolore, dalla finestra. Lo hanno ucciso sparandogli contro una decina di colpi, fino a che non è stramazzato a terra, sull’asfalto. Mio padre era un uomo tranquillo, pensionato, ex imbianchino, con l’hobby della pittura e della cartapesta. Non aveva conti in sospeso con nessuno. Probabilmente chi ha sparato lo ha fatto a caso, ci poteva capitare chiunque”.
Così all’Adnkronos Carmine De Florio De Grandis, figlio di Francesco, 72 anni, conosciuto con il nomignolo di “Ciccillo”, ucciso questa mattina a Lanciano (Chieti), dove viveva, in via Cipollone.
Il pensionato, che come ogni domenica stava andando a messa, è stato freddato a poche decine di metri da casa ed è rimasto esanime sull’asfalto. Sono stati gli inquilini dei palazzi che si affacciano sulla via a dare l’allarme e a riferire ai carabinieri che avevano visto un uomo che seguiva la vittima armato e che gli ha sparato dietro fino a che non l’ha colpito e non lo ha visto accasciarsi a terra. Sul posto, su cui è arrivato anche il pm Serena Rossi, della Procura di Lanciano, sono stati rinvenuti numerosi bossoli.




