L’AQUILA – La battaglia legale sul brutale omicidio con 25 coltellate, calci, uno sputo e la sigaretta spenta sul corpo esanime del 16enne Cristopher Thomas Luciani da parte di due minorenni a Pescara non si ferma dopo la stangata del giudice per le udienze preliminari del tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano: infatti gli imputati sono stati condannati a 19 anni e 4 mesi e sedici anni pur con lo sconto di pena di un terzo previsto dal rito abbreviato. L’accusa per i due sedicenni è omicidio volontario aggravato in concorso.
Uno dei legali della difesa, prima del verdetto, aveva ipotizzato che in caso di una sentenza non troppo pesante sarebbe stato possibile valutare di non fare ricorso. Il ricorso in appello, invece, ci sarà una volta conosciute le motivazioni che saranno depositate tra 90 giorni. Soddisfatta la parte civile, tutelata dal legale Giacomo Marganella, pur a fronte del dolore imperituro dei familiari e della nonna Olga in particolare, per la morte del povero “Crox”.
La difesa, rappresentata dagli avvocati legali Marco Di Giulio e Vincenzo Di Girolamo aveva invocato nelle arringhe che almeno le attenuanti generiche e della minore età, fossero prevalenti rispetto alle aggravanti cosa che avrebbe comportato uno sconto di pena ulteriore di 5 anni . La crudeltà inoltre, per le difese, non sarebbe ravvisabile come pure non sarebbe stato considerato a dovere il pentimento quasi immediato dopo quella tragedia avvenuta nel parco Baden Powell il 24 giugno del 2024. Il verdetto ha assecondato le richieste della Procura della Repubblica che sono state di 20 e 17 anni.






