L’AQUILA – Disco verde all’emendamento al dl economia che arriverà domani in aula per l’estensione del superbonus al 110% per il cratere sismico 2009, mentre per i 600 milioni mancanti per la ricostruzione per l’annualità 2026, sarà approvato un ordine del giorno con istruttoria del Mef , in attesa di calcolare con esattezza e individuare le risorse con la ricognizione contabile, che avverrà necessariamente a fine anno.

Rinviato al prossimo provvedimento utile, ma con pareri positivi dei Ministeri, quello relativo alla stabilizzazione dei 150 precari interinali della Asl provinciale dell’Aquila, mentre per i precari dei Comuni impegnati nella ricostruzione le risorse saranno trovate in quelle già disponibili della Struttura tecnica di missione.

Sarà inserito in ambito più omogeneo per materia anche l’emendamento che proroga l’apertura dei tribunali “minori” abruzzesi, con ogni probabilità nel decreto ‘Pnrr e giustizia’ che sta approdando in Consiglio dei Ministri.

Niente da fare, oggi, per l’emendamento per la stabilizzazione dei ricercatori universitari aquilani e abruzzesi, e per quello sulla tassazione sulla plusvalenza degli gli immobili danneggiati dal sisma.

Questo l’esito della maratona di questa notte in Commissione Bilancio del Senato, presieduta da Nicola Calandrini, di Fdi, dove protagonista è stato in primis il capogruppo di Fdi, l’aquilano Guido Liris, ex assessore al Bilancio della Regione Abruzzo ed ex vicesindaco del capoluogo, che ha battagliato su tutti gli emendamenti che riguardavano l’Abruzzo, e in particolare sulla ricostruzione post sisma 2009.

Emendamenti firmati e sostenuti anche dal collega senatore abruzzese Etel Sigismondi, segretario regionale di Fdi, che però, contattato da Abruzzoweb, ha inteso non rilasciare dichiarazioni, spiegando che in questa partita la parola è giusto che sia data a Liris, per il ruolo che riveste in Commissione Bilancio a Palazzo Madama.

A firma di Liris, approvato anche un emendamento di livello nazionale, sull’incremento del fondo per la prima casa, per coloro che sono sotto la soglia minima di Isee.

Vediamo dunque nel dettaglio tutti gli emendamenti, per viva voce di Liris, contattato da questa testata dopo la maratona terminata dopo le 2 di questa notte, e l’iter che li riguarda.

Disco verde innanzitutto per l’emendamento sul superbonus al 110%, richiesto a gran voce dai sindaci dei territori colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009, dove ancora in corso è la ricostruzione. Importante infatti mantenere i benefici del superbonus, di fatto abolito dal governo di Giorgia Meloni per il resto d’Italia, e che consente di effettuare lavori aggiuntivi a quelli previsti dal progetto di ricostruzione in termini di ulteriore sicurezza sismica. Deroga già concessa a tutto il 2026 per il cratere 2016, e ora si può affermare, anche al cratere 20o9.

Spiega ad Abruzzoweb Liris: “Non è stata una battaglia facile, ma abbiamo riportato casa un grande risultato, a dimostrazione dell’attenzione ancora alta del governo di Giorgia Meloni per l’Abruzzo e il processo di ricostruzione post sisma”.

Va infatti evidenziato che “anche altri territori colpiti da catastrofi, attraverso i loro senatori, volevano l’estensione del superbonus, ma solo a noi stato accordato. E c’era poi in nodo delle coperture e non è stato facile avere una soluzione richiesta con forza da Emilia Romagna, Ischia, Sicilia, Molise ed altre regioni coinvolte da eventi sismici. Inoltre andava trovata, ed è stata trovata questa notte stessa, la copertura di 10 milioni di euro, necessari per compensare fino a 2030 lo “splittamento” dal 2025 al 2026 quale termine della misura 110.

Dunque questo emendamento, oramai blindato, con copertura e parere positivo dei ministeri competenti, a cominciare da quello dell’Economia e finanze, arriverà domani in aula per l’approvazione definitiva.

L’emendamento, va precisato, non riguarda i 285 milioni di euro già stanziati nel 2024 nelle disponibilità degli Uffici speciali della ricostruzione del cratere 2009 (Ursc) e dell’Aquila (Usra), che servono a compensare l’aumento dei costi del materiali che si sono verificati rispetto a quando il superbonus fu introdotto, e di cui si attende il decreto attuativo.

Altro piatto forte è poi l’emendamento volto a garantire la copertura di 600 milioni di euro ad oggi mancanti per l’annualità 2026 della ricostruzione post sisma 2009: in questo caso, informa Liris, non sarà inserito nel Dl economia, ma al suo posto arriverà comunque in aula un Ordine del giorno vagliato e istruito dal Mef, per blindare l’ottenimento della somma entro l’anno.

Lo slittamento del provvedimento, rivela ad Abruzzoweb lo stesso senatore Liris, “è stato motivato dal fatto che ad oggi non è possibile determinare con esattezza la copertura economica, perché essa, prevede l’emendamento, deve essere a valere, prioritariamente, sulle risorse non spese in altre emergenze sismiche e sui fondi destinati, e anche qui non spesi, per la realizzazione di infrastrutture”.

Quel che conta è che c’è stato in commissione il parere positivo del Ministero dell’Economia, che però ha sottolineato anche che occorre, attraverso una rigorosa istruttoria degli Uffici speciali della ricostruzione del Comune dell’Aquila, l’Usra, e dei Comuni del cratere, l’Usrc, per quantificare con esattezza il fabbisogno, visto che la cifra di 600 milioni è da ritenersi a larghe spanne.

Alla domanda, “ci sono state resistenze dai commissari straordinari delle altre ricostruzioni post sisma?”, Liris risponde, “per quel che riguarda la struttura commissariale della ricostruzione 2016, dell’amico Guido Castelli, è stato affermato che loro spenderanno tutte le risorse, ma il punto è un altro, la contabilità speciale è una procedura rigorosa, i dati saranno oggettivi, in base alle prenotazioni fatte in ragioneria generale dello Stato, saranno i loro calcoli a determinare se ci saranno, e in che misura, risorse che per varie ragioni, non potranno altrove essere spese, e che dunque potranno essere dirottate alla ricostruzione 2009. In ogni caso la copertura sarà garantita anche con altre risorse di bilancio, e a darci garanzie è proprio l’odg, con parere positivo del Mef”.

Diverso lo scenario invece per quel che riguarda l’emendamento sui 150 precari della Asl provinciale aquilana: la misura estende la possibilità della stabilizzazione anche agli amministrativi e non solo al personale sanitario, inserito nel “pacchetto sisma” con l’argomento che la Asl dell’Aquila ha dovuto incrementare negli ultimi anni il ricorso a personale esterno proprio a causa dell’emergenza post sisma 2009. I precari rischiano ad oggi il posto di lavoro, dopo anni di servizio, sostituiti dai vincitori del concorso indetto dalla Asl a marzo.

Si è registrata però la contrarietà della Presidenza della Repubblica, che ha considerato questo emendamento “estraneo per materia” al Dl Economia. Ma quello che più conta è però che ha ottenuto il parere positivo dai ministeri della Salute, della Funzione pubblica e dell’Economia.

Questo significa, spiega dunque Liris che “non è stato messo al voto, non sarà inserito nel Dl Economia, ma potrà essere approvato in un secondo momento, agganciandolo al primo provvedimento utile. Su questa vertenza abbiamo lavorato in maniera silenziosa da mesi, così come promesso pubblicamente, senza alimentare false aspettative in assenza di certezze. Ora però siamo davvero vicini all’obiettivo, quello dell’internalizzazione del personale somministrato, mediante una selezione, con posti a loro riservati, come riconoscimento doveroso all’esperienza e alle competenze maturate”.

Fondamentale prosegue Liris, “sono state settimane di incontri e interlocuzioni nei ministeri della Funzione Pubblica, della Sanità, e dell’Economia e Finanza, dove abbiamo spiegato la ragionevolezza e la fattibilità di questo provvedimenti, e infatti non è stato un caso che da tutti e tre i ministeri è arrivato il parere positivo, fatto non del tutto scontato. Poi però la presidenza della Repubblica lo ha inserito in un elenco di una quarantina di emendamenti considerati intrusi e non ‘non omogenei per materia’, ma va sottolineato, non entrando nel merito della bontà dell’emendamento, non mettendone in discussione la validità, ha detto solo ‘non è questo il veicolo’, ma poco male, sarà ripresentato e approvato in uno dei prossimi decreti”.

Non ci sarà nel Dl Economia anche un altro emendamento molto atteso: quello sui cosiddetti tribunali minori abruzzesi, per anni a rischio chiusura, quelli di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto.

Un passo indietro: nei giorni scorsi il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge che contiene il ripristino dei tribunali soppressi, che avrebbero dovuto chiudere i battenti a fine anno, ed ora la palla passa al Parlamento.

In questa annosa e difficile partita si è dunque inserito l’emendamento al Dl Economia di Liris e Sigismondi, che in attesa che il disegno di legge venga approvato, non è detto entro l’anno, prevede che sarà confermata intanto, e a scanso di sorprese, l’apertura dei quattro tribunali anche oltre il 2025.

All’esito dei febbrili lavori durati fino a notte fonda in commissione Bilancio, l’emendamento non è stato considerato attinente al tema del Dl Economia, ovvero anch’esso ritenuto “intruso”, ma assicura Liris, “sarà inserito in uno dei prossimi decreti in arrivo ad agosto, con ogni probabilità il decreto ‘Pnrr e giustizia’ che sta approdando in Consiglio dei Ministri. E quel che conta è che l’emendamento in Commissione ha ottenuto il parere positivo sia del Ministero della Giustizia che del Ministero dell’Economia e finanze”.

Spiega ancora Liris: “sintetizzando: c’è già il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri sulla revisione della geografia giudiziaria, questo emendamento dice che se questo disegno di legge non sarà approvato entro il 2025, per dare tempo e modo al governo di poterlo mettere a terra, sarà in ogni caso fatta salva la piena funzionalità ed operatività dei quattro tribunali abruzzesi”.

E ribadisce il senatore: “importante l’aspetto semantico, nell’emendamento, al contrario di quanto avvenuto in misure analoghe negli anni passati, non si parla più di proroga della chiusura, evenienza che esce definitivamente di scena, ma di proroga dell’apertura, una differenza sostanziale”.

Veniamo dunque all’emendamento che prevede la proroga per i co.co.co. della ricostruzione fino alla fine del 2027, come già avvenuto a settembre dell’anno scorso per i contratti a tempo determinato del personale impiegato negli Uffici Speciali per la Ricostruzione, con l’argomento che il personale precario è fondamentale per i Comuni del cratere, a corto di personale e che devono ancora affrontare la coda della ricostruzione. La copertura prevista per questo emendamento è di circa 1,5 milioni di euro.

Spiega dunque Liris: “questo emendamento è stato superato, e non sarà pertanto inserito nel Dl economia, visto che a parere del Mef la Struttura tecnica di missione per il coordinamento dei processi di ricostruzione 2009, ha già la possibilità di rimodulare le risorse a disposizione per liberare il circa milione di euro per garantire la proroga dei contratti dei cococo”.

Infine, nessuna novità, conferma Liris, per quello che riguarda l’emendamento pro ricercatori aquilani e abruzzesi, volto a far ottenere la stabilizzazione sanando gli impedimenti e gli svantaggi competitivi causati dall’emergenza sisma 2009 e 2o16. Esso infatti è stato infatti dichiarato “improponibile” ed escluso dal Dl “Economia”, per mancanza di copertura economica, su presa di posizione del Ministero dell’Università e della Ricerca.

Liris, come consente il regolamento del Senato, e non quello della Camera, ha presentato ricorso al presidente della stessa Commissione Calandrini, ma senza successo in quanto altri senatori hanno presentato numerosi emendamenti per la stabilizzazione di precari in varie università italiane, e così il Ministero ha deciso almeno per ora di alzare le barricate. La partita però non è chiusa, ad essere interessata direttamente della questione, da parte di Liris e Sigismondi, sarebbe stata già il ministro Anna Maria Bernini, al fine di far comprendere la specificità, legata al sisma 2009 dell’emendamento, che a questo punto potrà essere riproposto alla prima occasione unica, in uno dei prossimi progetti di legge.

E l’occasione potrà essere rappresentata, tranne sorprese, dal disegno di legge 1184, “Disposizione per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese”, a breve oggetto di analisi definitiva.

Infine è stato respinto l’emendamento che riguardava la tassazione sulla plusvalenza (del 26%) gli immobili danneggiati dal sisma nei territori colpiti dal 2009 in poi, sanando una “disparità” che penalizza i proprietari impossibilitati a utilizzare le case per 10 anni consecutivi (termini stabiliti dalla legge) per cause di forza maggiore. L’imposta sulla plusvalenza, infatti, ad oggi colpisce per un periodo di dieci anni chi vende una seconda casa, a meno non sia stata ereditata. In quest’arco temporale si va incontro al prelievo del 26% sulla plusvalenza generata dall’operazione.