L’AQUILA – Con una maratona notturna conclusa all’alba di oggi intorno alle 5,30 il consiglio regionale ha approvato la legge di stabilità e il bilancio di previsione 2016, con il sì della maggioranza e il no del centro destra, dopo prove di intesa riuscite solo a metà. Il Movimento 5 stelle non ha invece partecipato ai lavori per protesta, dopo aver occupato gli scranni della giunta, e colpito da censura da parte dell’Ufficio di presidenza, sostenendo l’impossibilità di farsi un giudizio sulla manovra non avendo avuto a disposizione i dati dettagliati sui singoli capitoli di spesa.

Un falso problema, una scusa pretestuosa, non si è stancato di ripetere l’assessore al bilancio Silvio Paolucci, perchè questo prevedono le nuove regole di scrittura contabile, che consentono di approvare in sede di sessione di bilancio in consiglio solo le macro voci di spesa, per poi suddividere su proposta di ciascun assessore in un secondo momento, tali voci nei capitoli di spesa dettagliati, al fine di poter confrontare i bilanci delle Regioni italiane, ed evitare gli assalti alla diligenza con le cifre spostate qua e là fino all’ultimo momento utile.

E comunque ha fatto notare l’assessore di una manovra di bilancio da 7,9 miliardi tolte le spese obbligatorie, a conti fatti ha costituito oggetto di scelta politica, solo 67 milioni di euro, di cui 43 milioni di euro quale integrazione regionale del fondo trasporti nazionale, 23 milioni di euro a favore del sociale, 1 milione per il Furc, il fondo unico per la cultura.

Numerosi poi i provvedimenti approvati nella legge di stabilità, compresi anche alcuni emendamenti del centrodestra in una fase in cui è sembrata prevalere la logica dell’intesa, che ha stemperato le bellicose intenzioni ostruzionistiche della vigilia, evitando il ricorso, per la legge di stabilità, alla “legge tagliola” che consente di ridurre a solo 5 gli emendamenti a disposizione dei consiglieri, evitando così l’ostruzionismo sulle leggi “urgenti e indifferibili”.

Tagliola applicata invece al bilancio di previsione, di cui ci si è cominciati ad occupare alle 4 del mattino, mossa che ha fatto decadere i 1.700 emendamenti del centrodestra, ma quando oramai ogni ostruzionismo sarebbe stato comunque improbabile visto che i consiglieri erano esausti e senza più energie, dopo 18 ore di lavori all’Emiciclo.

Ad inizio seduta ieri mattina Camillo D’Alessandro del Pd ha poi reso noto di aver ricevuto centinaia di offese sul suo profilo Facebook a seguito di un video postato dai grillini in cui il consigliere dem cerca di non farsi riprendere dal consigliere Domenico Pettinari che lo filma con un telefonino.

Causa protrarsi del Consiglio regionale fino a tardissima ora, la conferenza stampa di fine anno della Giunta regionale, prevista per le ore 11.30 di oggi, è stata infine rinviata a data da destinarsi.

IL BILANCIO DI PREVISIONE

Il bilancio di previsione 2016 ammonta a 7 miliardi e 977 milioni di euro, circa un miliardo e 400 milioni in più dell’anno precedente.

Sul fronte delle entrate, oltre a un avanzo di amministrazione pari a un miliardo e 536 milioni di euro, contestato però nella sua consistenza dalle opposizioni, 2 miliardi e 791 milioni arriveranno da tributi e gettiti erariali, 237 milioni da trasferimenti correnti, 71 milioni da entrate extratributarie, 541 milioni da entrate in conto capitale, un miliardo e 797 milioni da partite di giro.

Per quanto riguarda le spese, la voce di gran lunga più corposa è quella sanitaria quantificato in 2 miliardi e 679 milioni.

La previsione della spesa per il personale prevede anche 9,5 milioni per la copertura degli oneri di personale provenienti dalle Province.

Invece, tra le più significative spiccano i servizi istituzionali, generali e di gestione, a cui saranno destinati 438 milioni di euro; a istruzione e diritto allo studio, 4 milioni 605 mila euro; al turismo, 3 milioni 601 mila euro; all’assetto del territorio ed edilizia abitativa, 30 milioni 195 mila euro; allo sviluppo sostenibile, tutela del territorio e dell’ambiente, 50 milioni di euro; ai trasporti e diritto alla mobilità, 217 milioni di euro; al soccorso civile, 16 milioni di euro; alla tutela della salute, 2 miliardi e 52 milioni di euro; allo sviluppo economico, 13 milioni di euro. Si prevede poi una spesa di 24 milioni di euro per il finanziamento della spesa del consiglio.

“Il nostro bilancio – ha detto D’Alessandro in aula – ha un pregio: quello di aver fatto finalmente chiarezza sulla gestione contabile effettuata in passato. Abbiamo scoperto 529 milioni di euro di debiti nascosti dalla precedente maggioranza di centrodestra in un cassetto; noi abbiamo trovato invece la soluzione per spalmare il debito e ripristinare l’ordine dei conti della Regione Abruzzo”.

“La manovra nel suo complesso è orientata – ha spiegato poi l’assessore Paolucci – prioritariamente a dare attuazione alle richieste della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti cercando di garantire, in attesa della definizione del riaccertamento straordinario dei residui e della approvazione del rendiconto 2013, 2014 e poi 2015 un adeguato stanziamento nella voce disavanzo in linea con quanto previsto dal piano di rientro”.

In quest’ottica è stato accantonato per coprire il disavanzo d’amministrazione di 522 milioni, una prima rata di 69, 4 milioni di euro, per arrivare a 75,5 milioni di euro contandoci accantonamenti prudenziali per nuovi debiti che potrebbero spuntare dai riaccertamenti.

“Si tratta di un bilancio – ha ammesso poi Paolucci – che lascia scarsi margini di manovra e che dovrà necessariamente subire una rivisitazione in occasione dell’assestamento generale di fine luglio”.

LA LEGGE DI STABILITA’

Tra i provvedimenti approvati invece nella legge di stabilità, l’articolo più corposo è il primo, che rifinanzia per i prossimi tre anni varie leggi regionali che necessitano di dotazione economica.
Le voci più consistenti sono i 4,8 milioni per riqualificazione urbana, i 4,5 milioni per la dialisi domiciliare, e ancora 2,4 milioni per il trasporto scolastico dei disabili,1,7 milioni per edilizia scolastica,1,5 milioni per gli impianti sportivi, 1,2 milioni di euro per la mobilità ciclistica, 1,2 milioni per associazioni socio assistenziali, 800 mila euro per la medicina convenzionata, 720 mila euro a favore dei ciechi e dei sordomuti, 601 mila euro per opere di metanizzazione, 450 mila euro per noleggiare fotocopiatrici e stampanti.

Passa ma rivista grazie ad un emendamento del centrodestra, l’articolo che introduce oneri istruttori inerenti i procedimenti del Comitato valutazione di impatto ambientale, (Via) ridotti però da 500 a 50 euro, per cittadini e comitati, per le istruttorie non obbligatorie, e dall’1,6 per mille allo 0,6 per mille dell’importo da realizzare per le grandi aziende che devono per forza avere il parere del Via.
Un balzello avevano denunciato le opposizioni, ma che è stato fortemente ridimensionato.

Passa anche l’aumento di dotazione finanziaria di 50 mila euro del Centro funzionale d’Abruzzo.

Incrementato di 1,7 milioni di euro, il fondo a sostegno delle imprese operanti nel settore del turismo. Soldi presi, ha spiegato il presidente D’Alfonso, che saranno coperti con giacenze della Fira, la finanziaria regionale, relative alla vecchia legge dei capannoni.

Polemiche invece sull’articolo 9 che istituisce l’Organismo strumentale per gli interventi europei, ritenuto dal presidente D’Alfonso strumento necessario per spendere bene e subito le risorse e non restituire nemmeno un centesimo a Bruxelles, come finora accaduto in Abruzzo e non solo. “Dobbiamo semplificarci la vita – ha spiegato il presidente – per le fluenze finanziarie, altre regioni si sono già dotate di questi enti strumentali”.

Un oggetto misterioso, per l’opposizione. Per Gianni Chiodi di Forza Italia anzi, “serve più che altro al presidente D’Alfonso per accentrare nelle sue mani e trasferire a Pescara la delega importante dei fondi europei”. Febbo ha rincarato la dose, spiegando che D’Alfonso “sta togliendo la sedia agli assessori, come ha fatto con la consigliera Sara Marcozzi, durante la protesta di ieri”.

Passa anche emendamento bipartisan proposto da Paolo Gatti di Fi che stabilisce che l’assenza ingiustificata dei dirigenti convocati in commissione, fa punteggio negativo nella valutazione di fine anno da cui dipendono i premi di produzione annuali.

Centro destra contrario invece all’aumento dei canoni idroelettrici. “Voglio bersagliare quella multinazionale del sommo gaudio, che è Enel green power” rivela però D’Alfonso aggiungendo che “vanno rieducati i moloch del monopolio”.

Emendamenti del centrodestra che hanno avuto l’ok sono quelli che prorogano all’apertura di nuovi centri commerciali fino a maggio 2018, la proroga per la sanatoria dei sottotetti e la previsione della servitù di allagamento nei pressi dei corsi d’acqua, che istituisce il divieto di qualsiasi tipo di insediamento fino a una distanza di 400 metri dagli argini dei fiumi, fortemente voluti dal capogruppo Lorenzo Sospiri.

Tra gli emendamenti bipartisan quello di Maurizio Di Nicola, consigliere di Centro democratico e presidente della prima commissione bilancio, ed Emilio Iampieri, Fi, che stanzia 500 mila euro ai Comuni della Marsica che sono stati colpiti dagli eventi alluvionali dello scorso ottobre.

Il consiglio ha anche votato all’unanimità una risoluzione sottoscritta da D’Alfonso e dal consigliere Febbo che impegna la Giunta regionale a mettere a disposizione, per la soluzione più rapida ed efficace del problema dei lavoratori del Ciapi di Chieti, senza stipendio da mesi, lo stanziamento di 700 mila euro da individuare nella prima variazione di bilancio utile.

“Abbiamo trovato una situazione debitoria e di abbandono, che abbiamo ereditata dalle gestioni passate – hanno commentato a tal proposito il vice presidente Giovanni Lolli e l’assessore al lavoro Andrea Gerosolimo – non ci ha impedito in questi mesi di lavorare per trovare le soluzioni più adeguate perché il Ciapi abbia un futuro. Continueremo sulla strada intrapresa, che è quella di trasformarlo in una struttura di livello europeo in grado di competere e di offrire formazione di qualità al tessuto economico regionale. Solo in questo modo potremo valorizzare le competenze e la dignità dei lavoratori, non solo nell’immediato ma in prospettiva”.