LANCIANO – “Una procedura inammissibile e disumana. Giuristi, avvocati e magistrati si uniscano all’appello.  I piccoli sono stati prelevati da casa e da scuola dai servizi sociali, senza preavviso e senza che alcuna prescrizione fosse mai stata comunicata ai genitori, Pietro e Giovanna, e sono stati collocati in una casa rifugio destinata a bambini e donne vittime di violenza, pur non avendo mai subito alcun maltrattamento”.

Così  gli avvocati Angelo e Sergio Pisani,  nell’indirizzare una lettera aperta a papa Leone XIV per chiedere “una preghiera e un intervento morale”:

I due legali napoletani assistono Pietro e Giovanna Loffredo, i cui tre bambini di 3, 4 e 7 anni sono stati allontanati il 17 settembre dagli assistenti sociali e dalle forze dell’ordine dalla loro casa in contrada Iconicella, a Lanciano, a causa di criticità igienico-sanitarie nella abitazione e sono ora in una casa famiglia.

Pietro Loffredo è il padre di Fortuna, la bimba violentata e lanciata nel vuoto nel Parco Verde di Caivano, in provincia di Napoli, il 24 giugno 2014.

I giudici del Tribunale per i minorenni dell’Aquila si sono riservati la decisione, nel corso dei prossimi giorni, relativa all’istanza di liberazione immediata presentata dai legali dei genitori.

L’APPELLO

Per dieci giorni i genitori non hanno saputo dove si trovassero i figli; oggi possono vederli solo se autorizzati e vigilati, a volte per appena un’ora.

I difensori hanno già chiesto al Tribunale per i Minorenni di L’Aquila la revoca del collocamento e il rientro immediato dei bambini in famiglia.

Chiediamo che tutti chiudano gli occhi per un momento e pensino a un bambino di tre anni che si sveglia in una stanza sconosciuta e chiede invano della mamma.

A nostro giudizio, si tratta di una procedura inammissibile e disumana, che viola le garanzie che la legge assicura a ogni famiglia.

Il Vangelo ci ricorda: «Lasciate che i bambini vengano a me.

Il legame tra genitori e figli è sacro e nessuna procedura può spezzarlo senza una ragione chiara e rispettosa della dignità di tutti.

Se questi bambini fossero stati rapiti da sequestratori, lo Stato e gli italiani si sarebbero mobilitati: forze dell’ordine, televisioni, una trattativa, una speranza.

Qui non c’è alcun riscatto che possa far riabbracciare i bambini ai loro genitori, c’è solo un silenzio più assordante di qualunque minaccia. Una burocrazia che non appare uguale per tutti continua a trattenerli lontano dalle braccia di chi li ha messi al mondo.

I legali lanciano un appello a ogni cittadino e, in particolare, a giuristi, avvocati e magistrati, affinché sottoscrivano la lettera, siano solidali con queste vittime innocenti, preghino e si impegnino per la liberazione immediata dei bambini e per la loro restituzione ai genitori.

I genitori sono pronti anche a lasciare Lanciano, purché i figli possano vivere con felicità e serenità nella propria famiglia.

Questo caso deve essere un campanello d’allarme per l’Italia intera: domani potrebbe accadere a qualunque famiglia.

Questi cortocircuiti della burocrazia non devono avvenire mai più, nel rispetto della famiglia, dei valori e della Costituzione, che vale per tutti, da Napoli a Lanciano. Non è possibile che l’Abruzzo sia una regione diversa dalle altre  Per tutelare i minori, ne vengono omessi i nomi.