L’AQUILA – “La lezione dell’ultimo sisma che ha colpito ieri la Val Nerina è che dobbiamo diffondere la cultura della conoscenza: lanceremo qui da L’aquila un grido di allarme per accelerate il progetto Casa Italia, di messa in sicurezza sismica dell’intero Paese, che però passare attraverso la diagnosi sistematica di tutte le abitazioni, in molti, troppi ignorano la qualità dell’edificio in cui vivono”.

L’appello arriva dal neo presidente di Ance L’Aquila Ettore Barattelli nel corso della seconda giornata nel capoluogo abruzzese di Officina l’Aquila, ”, la rassegna internazionale di restauro e riqualificazione promossa e organizzata da Carsa e dal sistema Ance Abruzzo. 

Nel dibattito del mattino protagonisti tra gli altri sono stati Paola Rizzi dell’Università dell’Aquila che ha illustrato le avanzatissime tecnologie antisismiche adottate in Giappone. E Stefano Pampanin dell’ Università di Canterbury, che ha raccontato la ricostruzione di Cristhchurch in Nuova Zelanda, colpito da un violento sisma nel febbraio 2011 
In mattinata sono proseguite anche le visite in nove cantieri della città.  

Il pensiero di tutti all’Aditorium del Parco è andato però ovviamente al terremoto che ieri sera ha colpito i territori di Umbria e Marche. Una ragione in più per avviare subito Casa Italia, il grande piano di messa sicurezza sismica del territori a rischio, anche contro le resistenze dell’ Europa contro gli investimenti a deficit.

“L’Europa una vastità tale per la quale vengono prese in seria considerazione solo le emergenze che fanno comodo ad un ristretto numero di paesi stakeholder. Invece i paesi a forte rischio sismico sono Italia Spagna e Grecia, che devono rivendicare il ruolo attivo nel tavolo europeo. I nostri governanti devono difendere le istanze del nostro paese che lo ricorso ha il numero maggiore di beni culturali da tutelare”.

Pampanin ha spiegato come in Nuova Zelanda, dove il terremoto ha distrutto la città di Christchurch, si siano messi in campo una serie di meccanismi di incentivi finanziari che responsabilizzano sia il privato che il pubblico, uno schema ibrido che mette insieme uno schema assicurativo per cui i privati devono avere un’assicurazione sulle loro case, necessaria per avere mutui e agevolazioni nel caso di danni ad esempio dovuti ai terremoti, condizione necessaria per poter usufruire anche dell’incentivo pubblico.