L’AQUILA – Il presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, Roberto Tinari, in un post sui social critica la Segretaria del Pd dell’Aquila ed ex assessore comunale al sociale, Emanuela Di Giovambattista, poi si scusa, ma scoppia la polemica e insorge il centrosinistra.
A denunciare il caso per primo è stato il segretario regionale del Pd, Michele Fina, che su Facebook spiega: “Tra i commenti dei sostenitori di Tinari ce ne sono due schifosamente violenti e sessisti: uno dice ‘la classica zoccolaccia’ e l’altro ‘deve lavarsi la bocca con l’acido muriatico’”, “apprezzati” dallo stesso presidente del Consiglio con un like.
“Il presidente, dall’alto del suo ruolo di garanzia e nel rispetto della dignità delle donne, si è dissociato o almeno ha ignorato questi commenti? No, li ha apprezzati. Evidentemente rappresentano il suo pensiero”, denuncia Fina.
Il caso è scoppiato dopo che il Tinari ha denunciato, in una nota e sui social, il licenziamento del fratello Antonio dalla Accord Phoenix, azienda sbarcata in città ai tempi del sindaco di centrosinistra Massimo Cialente, per la quale era previsto il riassorbimento di parte dei lavoratori dell’ex polo elettronico, circa 45 persone.
Il presidente del Consiglio si era chiesto se alla base della decisione ci fosse stata la parentela, accusando allo stesso tempo la Di Giovambattista di aver difeso l’azienda e non i lavoratori.
Uno scambio di messaggi privati e post sui social che hanno infuocato il web.
“Vorrei sapere dagli esponenti nazionali e regionali di Forza Italia, partito che pure vanta una donna alla seconda carica dello Stato, il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e due capigruppo donna alla Camera e al Senato, Mariastella Gelmini ed Anna Maria Bernini, se queste sono le espressioni che riservano alle donne e se condividono anche loro questi commenti”, conclude indignato Fina.
Questa mattina, con un post, Tinari si scusa e ammette di aver sbagliato, cercando di rimediare a quella che molti hanno definito “una gran brutta figura”, “una vera caduta di stile”: “Sono dispiaciuto e comprendo benissimo lo stato d’animo di chi è stato raggiunto/a da censurabili commenti o si possa essere sentito offeso dalle mie parole, ma sono certo e sicuro che con loro già domani si potrà essere insieme per affrontare con ancor più forza e determinazione i problemi di questa nostra città. Iniziando da chi più ne ha bisogno. Tutti possono sbagliare. Soprattutto io”.
Raggiunto telefonicamente, Tinari ribadisce “mi dispiace, non era mia intenzione, ma dobbiamo essere tutti uniti nella battaglia a sostegno dei lavoratori, che non deve avere alcun colore politico”.
Le Democratiche abruzzesi nell’esprimere vicinanza alla Di Giovambattista hanno chiesto le dimissione del presidente Tinari.
Tanti i messaggi di solidarietà arrivati all’ex assessore comunale: tra questi la deputata del Pd Stefania Pezzopane, che ha parlato di “ignobili apprezzamenti”, i consiglieri regionali del Pd Piepaolo Pietrucci, che proprio ieri aveva solidarizzato con Tinari per il licenziamento del fratello, e Silvio Paolucci, il gruppo dei Giovani Democratici dell’Aquila, Italia Viva, il Movimento Giovanile della Sinistra, il Pd aquilano e i diversi circoli territoriali.
“Bisogna sempre reagire a tali nefandezze con le querele, con la denuncia politica e con l’abiura e l’isolamento di chi scrive tali offese”, scrive Pezzopane, denunciando di aver ricevuto qualche giorno fa insulti dello stesso tenore. (a.c.p.)




