L’AQUILA – “C’è l’errata convinzione che l’obesità sia un fatto estetico, invece è una vera e propria malattia di un organo specifico: l’organo adiposo. Ne conseguono patologie molto importanti, come il diabete o addirittura alcuni tipi di cancro che si sviluppano con maggiore frequenza nei soggetti obesi rispetto ai soggetti magri”.

Così il candidato al Nobel per la Medicina, il professor Saverio Cinti, dell’Azienda ospedaliera universitaria di Ancona “Ospedali Riuniti”, in un intervento al convegno “Medicina e obesità” organizzato dall’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia dell’Aquila, che ha registrato un sold out.

“Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, infatti, le malattie legate all’obesità possono portare alla riduzione della durata della vita ed ad un incremento di patologie correlate, come malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione e alcuni tumori”, si legge in una nota.

“Per la cura del paziente obeso, perciò, è necessaria una diagnosi medica corretta ed una terapia spesso complessa ed articolata, in cui la dieta rappresenta non l’unico presidio sanitario disponibile, ma solo uno dei correttivi a disposizione del medico – prosegue – Determinante, quindi, il contributo su tematiche specifiche anche degli altri relatori: a partire dallo studio clinico e metabolico, strumentale e di laboratorio fino al ruolo del medico di famiglia, del pediatra, del chirurgo”.

Al convegno sono intervenuti medici, chirurghi e biologi aquilani impegnati in ambito universitario, ospedaliero e della medicina dei servizi: Annalisa Aggio, nutrizionista universitario; Vito Albano, medico di base;  Remo Barnabei, biologo laboratorista ospedaliero; Antonio D’Alessandro, medico dietologo universitario; Giancarlo De Bernardinis, chirurgo universitario e ospedaliero;  Giovambattista Desideri, medico internista universitario e ospedaliero;  Giovanni Farello, pediatra universitario e ospedaliero.