L’AQUILA – Dopo un cammino in continua ascesa, la città di Chieti ha raggiunto la testa della classifica per la selezione delle 22 città italiane che andranno a far parte del tabellone del nuovo Monopoly, un’iniziativa di marketing virale lanciata sul web dalla casa editrice del celebre gioco, la Hasbro, di cui AbruzzoWeb ha già riferito più volte nelle scorse settimane.

Grazie a un tam tam serratissimo tra reti sociali e chat e al semplice passaparola, ma grazie anche a un interessamento lungimirante a questa operazione (si ricorda una nota dei giovani del Pd, ma non è l’unica), la città teatina ha scalzato Catanzaro e Reggio Calabria con oltre 79 mila voti e ora guarda dall’alto tutte le altre 99 città preselezionate, praticamente certa, salvo cataclismi ai computer cittadini, di esserci nel tabellone italianizzato del nuovo Monopoly, e magari in posizione nobile, chessò, al posto di Parco della Vittoria.

L’Abruzzo nel complesso non è affatto messo male, al momento. Degli altri tre capoluoghi, infatti, sia L’Aquila che Teramo sono presenti in classifica, rispettivamente al 13° e al 15° posto. A 45 giorni dalla fine, se i trend di voto resteranno così, hanno discrete possibilità di far compagnia a Chieti. Anche se, bisogna evidenziare, nella votazione, le “big” come Roma, Milano, Torino e Napoli devono ancora “svegliarsi”. Fuori dai giochi Pescara.

In ogni caso, la mobilitazione chietina nella “caccia al Monopoly” rappresenta un’autentica lezione alle altre abruzzesi, e in special modo alla comunità aquilana. D’accordo, il rientrare o meno nel tabellone non è una questione che cambierà la storia delle città, ma certo a Chieti sono stati più in gamba rispetto all’Aquila nel rinsaldare le fila delle “community” online, costituite principalmente da giovani, e nel far girare la voce. In una fase in cui si ricorda sempre che “non bisogna far spegnere la luce” sulle vicende aquilane, stupisce un po’ che non ci sia il capoluogo a primeggiare nella corsa a quest’ulteriore vetrina.

Resta un mese e mezzo per terminare il concorso, molto meno resta agli aquilani per compattarsi in vista di un’importante (questa sì decisiva) battaglia, quella della proroga della detassazione. E questa volta nell’aderire in massa alla mobilitazione, la comunità aquilana dovrà mostrarsi davvero unita e compatta, e dovrà farlo in carne e ossa, non solo davanti allo schermo di un pc, dove, a oggi, viene rimandata. (alb.or.)