L’AQUILA – Una nuova grana si abbatte sul concorsone proprio a un giorno della stipula dei contratti per i “magnifici 300” che hanno vinto la selezione.

Una vincitrice del concorso ha inviato, tramite i suoi legali, una diffida al Formez Pa, l’organismo che ha gestito il concorso pubblico, per una “palese violazione dei suoi diritti” in merito alla possibilità di scegliere la sede del lavoro che andrà a svolgere. Secondo quanto si è appreso ci sarebbero altri 5-6 altri concorrenti pronti a a inviare lo stesso tipo di diffida..

Al centro della vicenda c’è la questione dei plurivincitori che non hanno ancora espresso la classe di concorso per cui opteranno e di cui AbruzzoWeb si è già occupata in passato.

Nel momento in cui verranno effettuate queste scelte, infatti, si determinerà la mancata copertura di alcuni dei posti messi a bando per le varie classi concorsuali, “lasciando inevitabilmente scoperti i posti rinunciati”, scrivono gli avvocati Sergio Fiorenzano e Angelo Maleddu.

Alla vincitrice che ha inviato la diffida, invece, è stato chiesto già lo scorso 26 febbraio di effettuare la scelta.

“Atteso che le Amministrazioni procedenti non potranno certo individuare arbitrariamente i soggetti che andranno a coprire i posti che si sono resi vacanti – si legge nella diffida – appare ragionevole prevedere che questi verranno individuati attingendo alla graduatoria degli idonei non vincitori”.

Per i legali della vincitrice “proprio con riferimento a tale ultimo incombente, giova segnalare che le rinunce menzionate determinano ed hanno in effetti determinato delle ricadute anche sul diritto dei vincitori alla scelta delle sedi”.

In particolare si punta l’indice sulla tempistica della scelta delle classi, che non è stata contemporanea all’indicazione della preferenza della sede di lavoro.

“Tale scelta sarebbe dovuta avvenire all’esito delle opzioni effettuate dai plurivincitori – si legge ancora nella diffida – a garanzia di coloro che, collocatisi comunque tra i vincitori, hanno un indubbio interesse a scorrere verso l’alto con conseguente ampliamento delle possibilità di una scelta ad essi maggiormente gradita”.

Per gli avvocati, il Formez in pratica non può invitare la donna “a firmare il contratto per l’immissione nei ruoli del personale del Comune di …. il prossimo 27 marzo senza consentire alla stessa di riesprimere la propria preferenza per le sedi che resteranno vacanti secondo il meccanismo sin qui descritto, costituisce una palese violazione dei suoi diritti alla luce del richiamato orientamento giurisprudenziale”.

Tra i sindacati che denunciano queste incongruenze c’è anche la Funzione pubblica Cgil. (red)