L’AQUILA E’ un giudizio negativo quello espresso dalle associazioni di categoria sulla nuova norma che regola in confidi in Abruzzo approvata ieri in Consisglio regionale
Con una nota congiunta le principali sigle datoriali “esprimono la massima contrarietà al testo di legge approvato ieri dal Consiglio Regionale sulla riforma dei confidi abruzzesi in quanto, con tale testo, vengono favoriti esclusivamente 3 o 4 organismi di garanzia discriminandone alcune decine posto che, tra l’altro, il numero di 78 realtà, più volte affermato dal Governo regionale, non è assolutamente esatto e va ricondotto a circa 50 confidi.
Ciò premesso la suddetta discriminazione è da attribuirsi anche alla erogazione di contributi a fondo rischi negati a quei piccoli ma virtuosi confidi che invece dovrebbero essere incentivati alle fusioni ed al raggiungimento dei limiti di patrimonio che la legge stessa ha ”imposto”.
Peraltro è stato altresì eliminato dal testo approvato in IV Commissione Consiliare l’incentivo di euro 20.000 previsto per il ristoro delle spese inerenti le fusioni.
Gli organismi di cui sopra, che rappresentano una base associativa di circa 30.000 imprese, hanno deciso concordemente di impugnare la legge a tutti i livelli consentiti e di sensibilizzare la loro base associativa evidenziando come la politica, nel suo complesso, sia lontana dalla realtà economica esaltando sempre di più il metodo clientelare”.
CNA FUORI DAL CORO: OK ALLA RIFORMA
PESCARA – “Bene la riforma del sistema dei confidi, che apre in Abruzzo uno scenario completamente nuovo nel sistema delle garanzie”.
Lo afferma in una nota la Cna abruzzese, che sottolinea alcuni degli aspetti più qualificanti della legge approvata ieri dal Consiglio regionale:
“Si tratta di un testo – afferma la confederazione artigiana presieduta da Italo Lupo – che supera decisamente il vecchio scenario senza regole, ed elimina barriere artificiose come una divisione per settori che impediva ad esempio a una impresa artigiana di rivolgersi a un confidi del commercio e viceversa. La nuova legge offre al mondo della piccola impresa, alle prese con una caduta del credito concesso dalle banche senza precedenti rispetto al recente passato, un punto di riferimento piu’ solido. Inoltre, rappresenta forse il primo caso nazionale di legislazione regionale organica in questo delicato settore”.
Accanto ai numerosi punti qualificanti, tuttavia, restano per la Cna ragioni di perplessita’ di fronte ad alcune modifiche al testo apportate dalla discussione in aula, che hanno ridotto in parte la capacita’ riformista del provvedimento.
In particolare, l’abbassamento della soglia (da 20 a 10 milioni) di volume medio di garanzie prestate negli ultimi tre esercizi, richiesto come condizione per accedere ai contributi della legge, ha di fatto riaperto le porte dell’accesso ai benefici della legge anche a strutture di dimensioni ridotte, disincentivando il ricorso a fusioni e aggregazioni, come invece auspicato:
“In Abruzzo esiste un panorama di confidi che tutti giudicano esorbitante, con oltre sessanta strutture presenti: la legge poteva essere l’occasione per un maggiore ridimensionamento del numero”
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