PESCARA – “Siamo giunti alla quarta edizione, un’edizione fantastica che andrà in prima serata su Rai 1 il 5 settembre, una cosa di cui siamo davvero molto orgogliosi e che ci emoziona tanto. Abbiamo portato fuori da questo scrigno, dove era nascosta, questa preziosa eredità culturale troppo spesso dimenticata — e me compreso, siamo tutti un po’ colpevoli di averla trascurata per troppo tempo —, ma l’abbiamo ripresa, valorizzata e nel giro di pochissimi anni oggi questa manifestazione non ha nulla da invidiare a quelle analoghe molto più famose e più datate a cui ci siamo anche ispirati con umiltà, ma credo con un pizzico di orgoglio di poter dire che oggi siamo a un livello elevatissimo”.
Così, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, dallo Stadio del Mare di Pescara dove ieri sera è andata in scena la quarta edizione de “La Notte dei Serpenti”, il grande evento promosso dalla Regione Abruzzo ideato per valorizzare l’eredità culturale del territorio e trasformarla in un volano di attrazione turistica internazionale.
La serata sarà poi trasmessa in prima serata su Rai 1 il prossimo 5 settembre, raggiungendo anche i connazionali e le associazioni abruzzesi all’estero.
“Grazie alla Rai questo spettacolo lo vedranno anche le nostre comunità di italiani all’estero, a cominciare da tutte le associazioni abruzzesi che si stanno sintonizzando e che si sintonizzeranno da tutto il mondo e da tutti i continenti per poter assaporare il gusto di questa tradizione culturale e di spettacolo”, ha aggiunto Marsilio.
Un evento che ha visto protagonisti decine di cori, gruppi folk, danzatori di saltarello e rievocazioni storiche di pregio come il Laccio d’Amore di Penna Sant’Andrea, sapientemente fusi con la musica leggera italiana sotto la direzione artistica del Maestro Enrico Melozzi.
Sull’anima artistica dello spettacolo e sull’incontro tra tradizione e modernità, il presidente Marsilio ha dichiarato che “il Laccio d’Amore di Penna Sant’Andrea è una delle manifestazioni artistiche della cultura popolare abruzzese più conosciute, più preziose e più belle da vedere, che impreziosirà questa serata perché insieme a loro decine e decine di cori, di gruppi folk e di gruppi di ballo del saltarello con i loro costumi tipici sono qui ad animare il sottopalco per ballare al ritmo della musica, del saltarello e delle canzoni tradizionali”.
“Cerchiamo di fare anche questa contaminazione – ha proseguito- prendiamo magari dei grandi classici della musica italiana conosciuti da tante generazioni ormai da molto tempo; Enrico Melozzi con il suo staff le traduce in abruzzese e le fa cantare a cantanti famosi, aiutati dal coro che è stato selezionato con decine di giorni di prove e di selezioni. Insomma, c’è un grande lavoro dietro proprio per andare a cercare il meglio che c’est in Abruzzo e metterlo sul palco per costruire questo evento e offrire un’immagine particolare. La musica popolare ha il suo fascino antico, ma la volontà della Notte dei Serpenti è anche quella di coniugarla con la modernità, con l’innovazione, e poterla quindi trasmettere anche alle nuove generazioni che cercano nuovi linguaggi adeguati a loro stessi”.






