FILETTO – Il Consiglio dell’Unione dei Comuni della Marrucina ha preso atto della decisione dei Consigli comunali di Poggiofiorito, Arielli, Canosa Sannita e Filetto (Chieti) che, nei mesi scorsi, avevano deliberato l’uscita dall’ente associato di cui fa parte anche Orsogna (Chieti).
Dichiarato lo scioglimento, si entra ora nella fase della liquidazione. L’Unione chiude per difficoltà economiche seguite ai drastici tagli dei finanziamenti da parte di Regione e Stato.
Il personale assunto sarà ridistribuito tra i singoli Comuni, evitando il ricorso alla mobilità.
In apertura di seduta il sindaco di Orsogna, Alessandro D’Alessandro, ha presentato le dimissioni da presidente della Giunta dell’Unione per evidenziare la diversa opinione della sua amministrazione, che riteneva utile proseguire l’esperienza associativa, pur su basi nuove ed economicamente sostenibili.
L’assemblea ha eletto nuovo presidente il sindaco di Canosa Sannita, Lorenzo Di Sario. “Mi metterò al lavoro da subito – ha detto Di Sario – per formare una nuova Unione con i Comuni già presenti, nessuno escluso, e con altri paesi che vorranno entrare, ovviamente su basi diverse da questa e in linea con le recenti leggi in materia. Ora abbiamo l’occasione di ricostruire dalle fondamenta, senza le zavorre del passato”.
Il primo cittadino di Arielli, Luigi Cellini, ha abbandonato la seduta in polemica con alcune dichiarazioni apparse sugli organi di informazione negli ultimi giorni. Cellini ha spiegato che la sua amministrazione, insediatasi da pochi mesi, non può essere indicata tra i responsabili della fine dell’Unione.
“Le colpe – ha detto – sono di chi questa Unione l’ha fondata e portata avanti facendo scelte sbagliate, e che ora vuole dare lezioni agli altri. Abbiamo valutato se si potesse andare avanti, ma abbiamo verificato che non era possibile. Per questo, responsabilmente, abbiamo condiviso con gli altri Comuni il percorso che ha portato allo scioglimento”.
Il sindaco di Poggiofiorito, Corino Di Girolamo, ha comunicato che il suo Comune ha versato all’Unione le quote pregresse, pari a 110 mila euro, e che verserà quanto ancora dovuto entro il 2013. Proprio il costo dell’appartenenza all’Unione ha spinto nel 2011 il Consiglio comunale di Poggiofiorito a deliberare l’uscita dall’ente.
“Tutti noi amministratori – ha detto – ci stiamo già muovendo per trovare soluzioni migliori e adeguarci comunque alle norme che ci obbligano a gestire alcune funzioni in modo associato”.
“Abbiamo fatto tutto il possibile per abbassare le quote a carico dei Comuni – ha ricordato il sindaco di Filetto, Sandro Di Tullio – ma la struttura dell’ente non ci consentiva tagli ulteriori”.





