L’AQUILA – Nomine, maggioranza di centrodestra ancora in mezzo al guado.
Anzi, proprio nel giorno della visita del leader nazionale della Lega, Matteo Salvini, e alla vigilia di una seduta del Consiglio regionale con in programma il completamento delle nomine dopo il flop della riunione precedente, emergono particolari che non fanno dormire sonni tranquilli ai vertici, in primis al governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia: secondo fonti interne alla politica abruzzese di centrodestra sarebbe saltata la quadra faticosamente trovata in un summit il 25 maggio scorso, un giorno prima della seduta flop dell’assemblea regionale.
Le nuove tensioni potrebbero nascondere, tra le altre cose, una spaccatura profonda all’interno di Forza Italia, in particolare tra colui che si sta affermando come il dominus della politica abruzzese, il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, da mesi dato per vicinissimo a Fdi, e il coordinatore abruzzese del partito, il senatore Nazario Pagano, che fino a qualche mese fa veniva dato in procinto di passare a Italia Viva, il partito di Matteo Renzi, e che invece ora pare essere tornato saldamente in sella. Sospiri che non hai mai avuto un buon rapporto con Pagano, avrebbe telefonato al segretario regionale della Lega, il deputato aquilano Luigi D’Eramo, e allo stesso governatore per comunicare a chiare note che non riconosce l’intesa raggiunta alla presenza del coordinatore azzuzzo.
La rottura tra i due politici pescaresi sarebbe così forte che, anche visto il legame ferro con Marsilio, torna d’attualità il possibile approdo di Sospiri a Fratelli d’Italia, questione che già prima dell’emergenza Covid-19 animava il dibattito politico.
Tra Sospiri e Pagano c’è una rottura che sarebbe testimoniata anche dalle stesse parole del presidente che, in una riunione di maggioranza, avrebbe detto, come riferito da alcune fonti autorevoli: “Pagano parla in chiave personale e non per conto del partito”.
La nuova lite tra i due uomini forti di Forza Italia prenderebbe questa volta le mosse dalle risultanze della seduta consiliare del 26 maggio scorso: al termine di quella riunione è stato necessario tutto il piglio del governatore, per ricondurre in carreggiata una vicenda che avrebbe potuto provocare ulteriori strascichi alla maggioranza di centrodestra in regione Abruzzo.
Una riunione infuocata quella che si è tenuta immediatamente dopo il consiglio regionale del 26 maggio, contrassegnata dal clamoroso stop alla nomina di Maria Concetta Falivene a Garante per l’Infanzia, figura istituita con apposita legge nell’estate del 2018 e fino ad oggi è rimasta vacante proprio per le difficoltà di accordo sul profilo giusto che hanno contrassegnato la passata legislatura e l’inizio di questa.
Secondo le solite fonti bene informate, la Falivene sarebbe stata “segnalata” da Pagano e non ben vista da Sospiri che tuttavia dopo la strigliata post consiglio da orate di Marsilio ha dovuto, con una nota in cui ha sottolineato “la pagina non felice nella storia della Regione”, dichiarare che la professionista è la candidata del centrodestra e che sarebbe stata nominata nella seduta successiva.
Ma ci sono elementi che fanno pensare che le cose nel corso dei giorni sono cambiate.
Nella famosa seduta del 26 maggio la maggioranza non è riuscita ad ottenere il quorum necessario per una serie di veti incrociati che hanno fatto sobbalzare sia Marsilio che il suo fedelissimo, il presidente del consiglio Sospiri.
La ricomposizione che lo stesso governatore ha annunciato celermente dopo il vertice burrascoso di maggioranza potrebbe in realtà celare uno scenario diverso. L’elemento cardine di questa vicenda è infatti l’accordo che era stato trovato nella riunione di maggioranza che aveva anticipato la seduta di consiglio.
Un’intesa che in realtà parrebbe essere meno solida di quanto fatto filtrare se è vero che Sospiri ha chiarito, subito, la distanza con Pagano. Il quale aveva puntato forte sul profilo della Falivene.
Anche se Marsilio ha detto a più riprese dopo aver strigliato la maggioranza che l’accordo non è in discussione, la prova del nove è quella del prossimo consiglio, nel quale il tema tornerà all’ordine del giorno.
Al netto di possibili vendette trasversali anche nella Lega – non è affatto da escludere che ciò che è accaduto nell’ultimo consiglio possa avere origine da una contrapposizione tutta teramana visto che poi era in programma l’elezione, avvenuta con numeri bassissimi e diverse defezioni, di Davide Di Giacinto Calcedonio a componente del Cda dell’Istituto zooprofilattico – è Forza Italia il vero “caso” del momento.
E chissà se Marsilio opterà per una mediazione salutare a tutta la maggioranza o se, invece, spingerà per l’acquisto “pesante”, quello di Sospiri. Il quale, tanto per aggiungere pepe alla questione, su Facebook ha commentato così i risultati di un’indagine dei giorni scorsi che pone Marsilio al terzo posto in Italia tra i governatori più graditi: “Gli voglio notoriamente molto bene ciò mi rende ancora più orgoglioso del suo consenso, le sfide che abbiamo davanti sono difficilissime questo è il tempo delle persone serie come Marco Marsilio”.
Alla nuova lite stanno assistendo preoccuparti l’assessore regionale Mauro Febbo, segretario organizzativo regionale, e il consigloere regionale e sottosegretario alla presidenza della Giunta con delega ai trasporti Umberto De Annuntiis, e il consigliere regionale Daniele D’Amario.






