PESCARA – “Stupisce che i consiglieri di Forza Italia – che evidentemente non hanno di meglio da fare – convochino una conferenza stampa su una normale procedura amministrativa, e non corrisponde a verità la loro lettura parziale e superficiale fatta dai consiglieri regionali del parere del Collegio delle Garanzie Statutarie”.
Ad affermarlo Camillo D’Alessadro del Partito democratico che torna sulla vicenda del parere del Collegio delle Garanzie statuarie che ha esaminato il contestato decreto 34 dell’aprile 2016 del presidente Luciano D’Alfonso, in cui si stabilisce che “il presidente della Giunta regionale esercita direttamente oltre le funzioni che gli sono proprie, tutte quelle non espressamente conferite al vice presidente e agli assessori, ivi compresa qualsiasi proposta e/o designazione riguardante ogni incarico dirigenziale, della Giunta regionale, nonché la proposta e/o la designazione dei rappresentanti degli organi amministrativi di vertice di enti, aziende agenzie, e società, consorzi e organismi controllati vigilati e partecipati della Regione”.
Per i consiglieri Paolo Gatti e Lorenzo Sospiri di Forza Italia si tratta di una bocciatura, evidenziando i passaggi in cui il collegio sostiene che tale decreto è in contrasto con la lege 77 che attribuisce la proposta e designazione agli assessori, come facoltà integrante della
D’Alessandro dà però un’altra lettura, in punta di diritto, del parere, evidenziando che esso parla solo di vizio procedimentale, non sostanziale, “facilmente sanabile, sottolineando poi che il Collegio ha escluso il contrasto con l’articolo 121 della Costituzione e con la disciplina dettata dallo Statuto della Regione Abruzzo riguardo alle competenze del Presidente, degli assessori e del Consiglio regionale.
“Se fossero stati più attenti – esordisce D’Alessandro – si sarebbero infatti resi conto che il Collegio ha rilevato un vizio di tipo procedimentale e non sostanziale nel decreto 34, , vizio facilmente sanabile, pur ribadendo le funzioni e le prerogative preminenti del Presidente della Regione come responsabile della direzione del governo regionale”.
Intanto il Collegio, dopo aver precisato la valenza di atto amministrativo generale di indirizzo politico del decreto, ne ha escluso il contrasto con l’articolo 121 della Costituzione e con la disciplina dettata dallo Statuto della Regione Abruzzo riguardo alle competenze del Presidente, degli assessori e del Consiglio regionale.
Non solo, per D’Alessandro “è assolutamente fuorviante” ritenere che il parere voglia avvalorare l’ipotesi che il Presidente della Giunta debba revocare gli assessori per poter procedere alla designazione delle nomine dei vertici degli enti partecipati e strumentali della Regione,.
“Il Collegio – spiega infatti D’Alessandro – ha più semplicemente confermato la possibilità per il Presidente (in quanto vertice monocratico della Regione che risponde direttamente al Consiglio) di riassumere su di sé il potere di proposta, affidando alla Giunta come organo collegiale la decisione finale, secondo quanto previsto dalla legge regionale 77 del 1999”.
“Il decreto – prosegue il coordinatore della maggioranza – sarebbe stato illegittimo se fosse stato un atto normativo regolamentare, cosa che non è, come lo stesso Collegio ha dimostrato, poiché invece è un atto di indirizzo amministrativo generale pienamente rientrante nelle prerogative del Presidente, fatti salvi i rilievi contenuti nelle motivazioni”.




