L’AQUILA – Primarie per gli iscritti, primarie “aperte a tutti”, oppure niente primarie, puntando subito sul leader dell’Mpa, Giorgio De Matteis, come candidato sindaco del centrodestra alle elezioni comunali dell’Aquila della prossima primavera?
Sono queste tre le variabili nel complesso e teso dibattito di un Pdl e di una coalizione di centrodestra che sono annunciati in grandi difficoltà in vista delle imminenti decisioni sulle elezioni dell’Aquila, dove la coalizione è chiamata a togliere il controllo della città al centrosinistra.
Si tratta di tre posizioni che per ora distanziano i tre uomini che hanno più peso nelle importanti scelte che si andranno a fare per la tornata amministrativa della prossima primavera: il coordinatore regionale azzurro, il senatore Filippo Piccone, fautore delle primarie aperte; il vice coordinatore, il senatore Fabrizio Di Stefano, favorevole alle primarie degli iscritti; infine il presidente della Regione, Gianni Chiodi, accusato dai vertici del Pdl di invasione di campo nelle competenze politiche, che non “vede” le primarie perché punta su De Matteis, presentato a Roma al sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, l’abruzzese Gianni Letta, come unico candidato spendibile ed efficace della coalizione di centrodestra.
Le tre diverse posizioni hanno bloccato in questa settimana le grandi manovre.
Non ha certo contribuito a far ritrovare il bandolo della matassa l’affondo del coordinatore Piccone, nel corso di un evento politico di qualche giorno fa a Rigopiano (Pescara), pubblicato il 10 settembre da AbruzzoWeb: Piccone ha stoppato bruscamente l’azione del tandem Chiodi-De Matteis, sottolineando che non servono a nulla i viaggi a Roma perché le decisioni si prendono in Abruzzo e indicando le primarie come strumento importante non solo per la scelta democratica del candidato, ma anche per fare movimentismo politico.
L’uscita ha creato imbarazzo nel centrodestra, innanzitutto, tra Piccone da una parte e Chiodi e De Matteis dall’altra, né hanno avuto effetti rasserenanti i tentativi del senatore, classici in situazioni del genere, di dare la responsabilità del caso a una errata interpretazione del senso delle sue dichiarazioni da parte del cronista di AbruzzoWeb.
Le sue opinioni, infatti, sono state registrate in un’intervista in video resa ai colleghi di Abruzzo24ore.tv.
Certo se il modus operandi è quello di nascondersi dietro un dito, sarà difficile scegliere candidati all’altezza non solo all’Aquila, ma in tutti i centri abruzzesi.
Crediamo che il Pdl e gli altri partiti del centrodestra abbiano una grande responsabilità alla luce della situazione nazionale e internazionale e dei profondi cambiamenti culturali e operativi che si annunciano indispensabili e non più rinviabili se si vuole evitare che il Paese finisca nel baratro.
Giochetti del genere, poi, fanno perdere tempo, allontanano ancora di più la gente dalla politica impedendo la scelta del candidato migliore.
A proposito, l’imbarazzo nel centrodestra è avvalorato anche dal fatto che per tutta la settimana i protagonisti della vicenda hanno tenuto la bocca chiusa, a partire dal “pomo della discordia” De Matteis che, secondo quanto si è appreso, sarebbe abbastanza arrabbiato.
Tutto questo mentre il presidente Chiodi, prima ai suoi collaboratori e poi in un confronto con Piccone, avrebbe chiarito di aver solo spiegato a Letta in un tavolo alla presenza anche di altri esponenti politici che dal quadro attuale emerge che De Matteis è l’unico candidato proponibile. (b.s.)






