PESCARA – Anpi Pescara apprende con sconcerto che il Comune di Pescara ha negato all’Abruzzo Pride l’utilizzo dello spazio presso la Nave di Cascella, luogo da tempo deputato per il Flash Mob che sabato 27 giugno chiuderà il primo Pride Regionale, perché la manifestazione non rientrerebbe tra quelle di pubblico interesse.

Alla luce di quanto accaduto la scorsa estate, quando quel medesimo spazio fu concesso per un comizio elettorale tenuto dal segretario nazionale di un partito politico che espose “programmi” in parte inconciliabili con lo spirito della Costituzione spingendosi a chiedere “pieni poteri”, ci riesce difficile capire a cosa corrisponda, per l’Amministrazione, il concetto di “pubblico interesse”.

Le iniziative realizzate dall’Abruzzo Pride nei giorni scorsi portano avanti una lunga lotta per i Diritti, quei diritti conquistati con la guerra di liberazione dal nazifascismo e sanciti, in particolare, negli articoli 2 e 3 della Costituzione, e l’intera manifestazione che sabato si chiuderà con il Flash Mob rappresenta una ferma condanna di ogni forma di discriminazione. Forse parlare di diritti per tutte e tutti non rientra nell’interesse pubblico? Condannare le discriminazioni non rientra nell’interesse pubblico?

Qualsiasi manifestazione che chieda l’affermazione dei principi costituzionali dovrebbe ricevere il plauso di chiunque, a partire dalle Amministrazioni comunali che dovrebbero farsene vanto.

A Pescara, invece, si “delocalizza” in zona non centrale tutto ciò: perché? chiediamo. Non si tratta soltanto di non riconoscere all’Abruzzo Pride l’importanza che merita, si tratta di disattendere buona parte della Costituzione, poiché la decisione comunicata poche ore prima dello svolgimento del Flash Mob sembra avere una connotazione discriminatoria che non ci piace. Per questo motivo, il Comitato Provinciale dell’Anpi “Ettore Troilo” di Pescara, nel confermare la propria adesione alla riuscitissima manifestazione, sarà in piazza con il Pride Abruzzo ed invita tutta la cittadinanza a partecipare.