ROCCA DI CAMBIO – Dal blog Africa exPress del cronista del Corriere della Sera Massimo Alberizzi emergono nuovi dettagli e retroscena del rapimento e della liberazione di Modesto Di Girolamo.
Ricostruzioni da confermare, per le quali potrebbe essere stato pagato anche un riscatto, anche se nessuna delle fonti ufficiali né lo stesso tecnico aquilano ha fatto menzione di ciò.
Secondo quanto riportato dal Corriere.it, “è stato scaricato alle 9 di sera su una strada extraurbana vicino Jebba senza un soldo in tasca”.
Per fortuna, prosegue Alberizzi, “che di Girolamo conosce bene il Paese, perché trovarsi al buio in mezzo alle campagne di un Paese insicuro e violento come la Nigeria si rischia di essere rapinati o sequestrati di nuovo. Così – racconta – ha camminato per un paio d’ore finchè alla periferia di Jebba ha trovato un taxi che l’ha portato al campo della Borini & Prono dove è stato accolto dal direttore (in managing director) della società (anche lui da diversi anni in Nigeria) Gianfranco Albertazzi, che lo aspettava”.
Secondo l’articolo, è stato proprio Albertazzi, “che conosce benissimo politici e autorità della zona ad avere un ruolo fondamentale nella liberazione del collega. Si è mosso subito senza attendere istruzioni o arrivi di 007 dall’Italia”.
Infine, secondo lo stringer (reporter e informatore) del Corsera, per la liberazione di De Girolamo “a ransom has been payed” , cioè è stato pagato un riscatto, ma “non se ne conosce l’entità e su questo è impossibile avere dettagli”.
“È opinione comune – aggiunge lo stringer – che i rapitori siano venuti da fuori e che siano criminali comuni. A Ilorin la Borini non solo è conosciuta ma anche stimata. Inoltre il ponte che stanno costruendo sul fiume è un’opera importante per la popolazione locale perché, una volta ultimato, eviterà di fare fastidiosi giri per raggiungere la capitale nigeriana, Abuja, e il sud del Paese”.





