L’AQUILA – Niente matrimoni, all’Aquila, il 6 aprile e 2 febbraio di ogni anno, ricorrenze a ridosso dei terremoti che hanno sconvolto L’Aquila rispettivamente nel 2009 e neo 1703.
Come si legge sul quotidiano Il Centro, la giunta ha approvato il regolamento per la celebrazione di matrimoni e unioni civili.
La delibera sarà trasmessa al consiglio comunale per la definitiva approvazione.
Secondo quanto precisato sul quotidiano abruzzese, il regolamento individua i luoghi dove sarà possibile celebrare le funzioni, che sono: la sala del consiglio comunale, la sala civica di Paganica, l’oratorio del Palazzetto dei Nobili, l’auditorium del Parco del Castello, l’Amphisculpture di Beverly Pepper (Parco del Sole), la Fontana delle 99 Cannelle, il viale delle Medaglie d’Oro (Parco del Castello), l’anfiteatro e il Teatro di Amiternum (previa regolazione del rapporto con il ministero Beni culturali), lo spazio esterno limitrofo al colonnato dell’Emiciclo (previa regolazione del rapporto con la Regione), la sala e il foyer del Teatro comunale (dal ripristino dell’agibilità), la sala nella sede del settore servizi demografici e gli uffici distaccati dello stato civile nelle delegazioni.
Le celebrazioni sono competenza del sindaco che può delegare, con apposito atto, le funzioni di ufficiale di stato civile agli assessori, i consiglieri, il segretario generale e i dipendenti a tempo indeterminato del Comune. Inoltre, la delega può essere conferita al cittadino italiano, che abbia i requisiti per l’elezione a consigliere comunale, per soddisfare particolari o eccezionali esigenze e sulla base di richiesta motivata presentata da coloro che intendono unirsi in matrimonio o stabilire l’unione civile.
Oltre agli anniversari dei terremoti aquilani, i matrimoni non si possono svolgere nelle domeniche, 1 e 6 gennaio, 7 marzo (festa di Sant’Equizio, compatrono dell’Aquila), tra la domenica delle Palme e il Lunedì dell’Angelo, il 25 aprile (anniversario della Liberazione), il primo maggio (Festa dei lavoratori), il 19 e 20 maggio (festa del Santo Papa Celestino V e di San Bernardino da Siena, compatroni della Città dell’Aquila), il 2 giugno (festa della Repubblica), il 10 giugno (festa di San Massimo d’Aveia, compatrono dell’Aquila), dall’11 al 31 agosto (Ferragosto e Perdonanza), il 1 e il 2 novembre (Ognissanti e commemorazione dei defunti), l’8 dicembre (Immacolata Concezione), nei giorni tra il 20 e il 31 dicembre, in occasione di consultazioni elettorali oppure referendarie.
Quanto ai costi, il servizio di assistenza alle celebrazioni che si svolgono al di fuori dell’ordinario orario di lavoro o in sedi diverse da quelle degli uffici comunali gli interessati sono tenuti a corrispondere una indennità pari a 150 euro, di cui il 50%, è acquisita al fondo della produttività e destinata ai dipendenti che hanno materialmente reso possibile il soddisfacimento della richiesta. Di norma è dovuto il pagamento di un rimborso spese stabilito con apposito atto deliberativo della giunta comunale.
Gli sposi possono inoltre richiedere allestimenti aggiuntivi che al termine della cerimonia dovranno essere tempestivamente rimossi a fine cerimonia. La richiesta dovrà essere integrata con un piano dettagliato che includa la descrizione delle attrezzature impiegate, del numero dei partecipanti e la garanzia di tutte le misure di sicurezza necessarie e di salvaguardia del patrimonio culturale e ambiente.
È fatto divieto assoluto del lancio di riso, coriandoli, confetti, fiori, volantini o esporre manifesti o striscioni all’interno della sala utilizzata per la cerimonia, negli atri e nelle aree limitrofe esterne o l’allestimento gazebo o altre strutture che prevedano l’ancoraggio con picchetti o elementi da fissare al pavimento o a parete.
Per quanto riguarda infine la musica, è consentita la presenza di gruppi strumentali e di cantanti, mentre, per la dignità della celebrazione, sono da evitare impianti fonoriproduttori.






