TERAMO – Un lavoro senza sosta in provincia di Teramo dove risultano ancora isolati molti paesi, comprese alcune frazioni del capoluogo. “Stiamo andando nelle zone di Colle Izzone, Sparazzano, Villa Romita con i mezzi a fare il massimo sforzo. L’emergenza più grave è quella elettrica, la gente è esasperata, ci sono zone ormai da sei giorni senza luce”, ha detto il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi.
“A questo momento le utenze elettriche in attesa di rialimentazione per le necessità degli abruzzesi sono 33mila”, ha fatto sapere il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, nell’elencare i dati di un bollettino ricevuto da Enel, che continua “a verificare e a controllare le situazioni piu’ difficili e a rappresentarle nel rispetto delle procedure”.
A ieri sera, secondo quanto riferisce l’amministrazione della Provincia autonoma di Trento, accorsa in Abruzzo con uomini e mezzi, erano presenti nell’area teramana 48 unità della Protezione civile del Trentino (Prevenzione rischi, Gestione Strade, vigili del fuoco permanenti e volontari – distretti Fondo e Val di Sole), dopo che la mattina dal Cantiere del servizio Gestione Strade sono partite altre due turbine che verranno applicate agli Unimoog già operativi nel Teramano.
L’attività consiste nell’utilizzo di frese grandi per i collegamenti principali tra comune e comune. Al momento sono stati fresati più di 80 chilometri di strade, mentre i vigili del fuoco volontari in collaborazione con il personale del Servizio prevenzione rischi stanno proseguendo nelle varie attività di sgombero neve nei centri storici di: Cermignano, Poggio delle Rose, Castelli, Tossicia, Valle Castellana e Castel Castagna.
Sono inoltre impegnati nella messa in sicurezza delle vie di accesso per evitare la caduta dall’alto di neve presso l’ospedale di Atri. Seguendo le indicazioni ricevute, si proseguirà anche la prossima settimana nello sgombero neve dalle strade principali, prevedendo un cambio turno del personale (una quarantina di uomini che sostituiranno le forze attualmente sul campo). Per quanto riguarda l’attività di Coordinamento delle Regioni, da rilevare che finora sul posto sono state inviate 739 unità con 260 mezzi e attrezzature.
“Della riapertura delle scuole per il momento non se ne parla” conferma il sindaco Brucchi, che aggiunge come oltre alla zone di Colle Izzone, che risulta ancora isolata, si lavori senza sosta anche dentro i vari paesi per liberare le persone di fatto bloccate in casa. “Stiamo andando con le turbine a mano dentro i vari paesi e le frazioni a pulire vicoli e vicoletti ancora bloccati dalla neve” conclude Brucchi.
L’emergenza è anche di carattere economico e riguarda l’intera regione: un primo documento per fronteggiare gli ingentissimi danni alle aziende agricole è stato inviato da Coldiretti Abruzzo all’assessore alle politiche agricole Dino Pepe che ne ha riportato il contenuto al ministro all’agricoltura Maurizio Martina in occasione della riunione operativa che si è svolta ieri presso la Prefettura di Teramo alla presenza del prefetto di Teramo Graziella Patrizi, dei presidenti di Coldiretti Abruzzo Domenico Pasetti e Coldiretti Teramo Emanuela Ripani oltre ai rappresentanti delle altre organizzazioni di categoria.
Coldiretti Abruzzo propone alcuni provvedimenti da adottare per aiutare le tante aziende in difficoltà. In particolare si chiede: immediato sblocco dei pagamenti delle misure agroambientali; sospensione di tutti gli adempimenti fiscali e tributari; proroga di almeno 90 giorni di tutti gli attuali termini di scadenza previsti per le misure del Programma di sviluppo rurale e richiesta di integrazione di 100 milioni di euro della dotazione attuale del Psr per l’attivazione di alcuni interventi specifici tra cui il ripristino e il potenziale danneggiato delle imprese agricole sia in termini di strutture che di scorte vive (bestiame e seminativi); ulteriori e suppletive assegnazioni di carburante agricolo agevolato per far fronte alle maggiori esigenze solo per citare alcune delle richieste avanzate.
Anche la Confederazione nazionale degli artigiani (Cna) ha chiesto “misure straordinarie a sostegno dell’economia, a cominciare dalla sospensione di tasse e tributi a carico delle imprese”, come “un congruo numero di mesi, almeno sei, sia sospeso il pagamento di tutte le imposte nelle zone colpite dal maltempo in queste ultime settimane”.
Secondo il presidente della Cna teramana, Gianfredo De Santis, la contabilità dei danni, una volta allentata la morsa del maltempo su famiglie e imprese, apparirà in tutta la sua forza devastante.
“Voglio ricordare che il sisma, da agosto ad oggi aveva già provocato danni enormi: con undici comuni inseriti nel cratere sismico, e circa 9mila imprese coinvolte che danno lavoro a 21mila persone. Non bastasse, a questo adesso si aggiungono i problemi gravissimi generati dal maltempo, che non ha risparmiato il resto del territorio scampato allora al terremoto: la costa come la montagna”.






