L’AQUILA – Marciapiedi impraticabili perché sommersi dalla neve, lastre di ghiaccio lungo i passaggi pedonali sulle piastre antisismiche, cassonetti della raccolta differenziata stracolmi di rifiuti.
La neve ha smesso di cadere, ma i disagi per la coltre bianca che in questi giorni ha sepolto la città dell’Aquila restano e si fanno sentire in particolare nelle aree del progetto C.a.s.e., realizzate per fronteggiare l’emergenza abitativa post terremoto.
“Per me che non ho la macchina il disagio è grande – spiega la signora Eliana Volpe, che vive nella “new town” di Paganica 2, uno dei complessi più grandi – per andare a prendere l’autobus sono costretta a camminare in mezzo alla strada. I marciapiedi infatti non sono transitabili perché ricoperti di neve, quindi si rischia di venire investiti a ogni passo”.
Soprattutto in questi giorni di disagio legato alla neve si è fatto sentire ancor di più il problema legato alla carenza del sistema del trasporto pubblico. All’interno dell’area di Paganica 2, infatti, non passano autobus dell’Ama, ma solo le navette che portano fino alla piazza di Paganica. Chi deve prendere l’autobus è costretto ad arrivare fino a via Onna.
“Ci vuole circa mezz’ora per arrivare alla fermata – spiega – La neve ha anche reso impraticabile la scorciatoia che passa in mezzo ai campi e che io, insieme ad altre persone che usano i mezzi pubblici, precorriamo ogni giorno”.
Sulle piastre antisismiche c’è poi l’incubo ghiaccio, soprattutto per gli anziani. “Le scale sono scivolose – spiega il signor Gino Alberti – e il passaggio per arrivare fino al portoncino è ricoperto da uno strato di ghiaccio pericolosissimo, in particolar modo per gli anziani come me”.
A complicare le cose, il fatto che non si sappia di chi sia la competenza per lo sgombero della neve in questi complessi antisismici. “Abbiamo visto un operaio della Manutencoop – dice – aggirarsi nei garage per controllare la situazione, ma poi è andato via senza fare nulla. Noi siamo anziani, per la pulizia dei passaggi e delle scale, a questo punto, non possiamo che confidare nella buona volontà dei giovani”.
Gli stessi problemi si ritrovano nella “new town” di Bazzano, anche questo tra i complessi più popolosi.
Anche qui, come a Paganica 2, i cassonetti per la raccolta differenziata sono stracolmi. “Sono giorni che non passano a ritirarla – spiega una signora – in particolare i bidoni della plastica sono quelli più pieni”.
Anche a Bazzano il pericolo viene anche dall’alto. Enormi candelotti di ghiaccio e gli accumuli di neve che pendono dai cornicioni e minacciano di cadere, soprattutto ora che la temperatura si è leggermente alzata.
In mezzo a tutti questi disagi, si registra una nota positiva: la “Tenda amica”, la tensostruttura che costituisce l’unico punto di aggregazione dell’area, ha resistito al peso della neve, contrariamente ad altre che in questi giorni sono crollate.
“Siamo stati previdenti – spiega il signor Fabrizio Di Marco – e abbiamo tenuto i riscaldamenti accesi anche la notte, così che la neve si è sciolta e non si è accumulata sulla copertura”.
Nei giorni in cui non si poteva uscire di casa per la neve, per lo meno ci si è potuti ritrovare nella tenda, a passare il tempo tra una partita a carte e una a biliardino. (e.m.)






