L’AQUILA – “Massimo impegno per valorizzare le capacità” di Luana Ricca, la chirurga catanese che si è suicidata all’Aquila il 29 dicembre, da parte della Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila.

E “la Ricca, il primo marzo prossimo, alla scadenza del periodo di prova, avrebbe preso il posto all’Aquila che preferiva”, dopo i mesi trascorsi a Sulmona.

La direzione della azienda sanitaria replica così alla denuncia del fratello raccolta da AbruzzoWeb, “al fine – è scritto nella nota – di ricondurre la vicenda sui binari della verità dopo le affermazioni del tutto infondate ad opera del fratello”.

Sull’episodio indaga ancora la Procura della Repubblica dell’Aquila, che pure ha dato il nulla osta alla sepoltura restituendo la salma ai familiari. Gli inquirenti vogliono vederci chiaro e hanno ascoltato una serie di persone, a partire dagli inquilini del palazzo in cui viveva in zona Villa Comunale, acquisendo il bando di concorso della Asl ed esaminando telefono cellulare e pc della donna.

“In Italia si è spesso costretti a cedere il posto a chi viene dopo di te, nella sanità non esiste meritocrazia ma si va avanti per amicizie, favori e simpatie”. E all’ospedale dell’Aquila “il quinto in graduatoria era impiegato prima di Luana, sebbene lei fosse arrivata quarta”, ha detto da queste pagine Francesco Ricca, annunciando una “battaglia per la meritocrazia”. I familiari imputano proprio alle insoddisfazioni professionali la forma depressiva che l’aveva colta.

“Al momento dell’assunzione – spiega la Asl – la professionista scelse, tra i posti disponibili, quello di endoscopia di Sulmona sebbene avesse espresso la propria preferenza per il reparto epato-bilio-pancreatico di L’Aquila dove però allora non c’erano posti liberi”.

A parlare è il direttore del dipartimento chirurgico, Giovanni De Blasis, che ha autorizzato la richiesta del primario Roberto Vicentini di avvalersi, al San Salvatore, della professionalità della Ricca per una parte delle ore settimanali. “Nel settembre scorso – dice – vinto il concorso indetto dalla Asl, la dottoressa venne assunta come chirurgo, classificandosi al quinto posto della graduatoria e non al quarto, contrariamente a quanto affermato dal fratello Francesco”.

“Al momento dell’assunzione, a tempo indeterminato, la Ricca, tra i posti disponibili, scelse quello di endoscopia dell’ospedale di Sulmona sebbene lei avesse espresso la preferenza per il reparto epato-bilio- pancreatico di L’Aquila dove però, non vi erano posti disponibili”.

“Appena si è reso vacante il posto all’Aquila, la dottoressa è stata assegnata al reparto aquilano epato-bilio-pancreatico per 24 delle 38 ore settimanali. Ciò in via provvisoria, non essendo ancora decorso il periodo di prova all’ospedale di Sulmona dove aveva preso servizio dopo l’assunzione”.

“Da dicembre scorso la Ricca aveva cominciato ad effettuare all’Aquila gli interventi chirurgici, secondo il suo auspicio, l’ultimo dei quali  eseguito proprio alcune ore prima di mettere fine alla sua vita”.

“Come risulta evidente da questa ricostruzione – aggiunge De Blasis – la Asl si è adoperata fin da subito per cercare la migliore soluzione possibile al fine di valorizzare le sue capacità professionali, peraltro notevoli e, soprattutto, per cercare di accontentarla, naturalmente nel rispetto delle norme e delle esigenze aziendali”.

“La direzione Asl – conclude De Blasis – nell’esprimere il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa della professionista, su cui l’azienda aveva cominciato a investire da subito, intende con questo intervento ristabilire la corretta verità dei fatti”. (m.sig.)

IL DIRETTORE SANITARIO: STAVAMO VALORIZZANDO LUANA

“Siamo rimasti tutti molto toccati da questa drammatica vicenda, era assolutamente nostra intenzione ed interesse valorizzare la professionalità della dottoressa. E lo stavamo facendo visto che già operava all’Aquila per 24 delle 38 ore settimanali e al termine del periodo di prova di 6 mesi, sarebbe stata impiegata in via definitiva all’Aquila. Siamo contenti di assumere medici capaci. Ma va sottolineato che la dottoressa, una volta vinto il concorso, aveva scelto sulla base delle disponibilità nel bando il posto nel reparto di endoscopia dell’ospedale di Sulmona con l’accordo di essere trasferita all’aquila nel reparto epato-bilio-pancreatico per il quale aveva espresso il gradimento e nel quale all’epoca della scelta non c’era il posto. Dal primo marzo prossimo tutto sarebbe andato come da intese, considerando che con le 24 ore su 38 di fatto la dottoressa lavorava all’aquila dove aveva dimostrato il suo valore anche partecipando a interventi delicati”.

Così Maria Teresa Colizza, direttore sanitario della Asl e dal primo gennaio direttore generale facente funzione alla luce delle dimissioni di Giancarlo Silveri, efficaci dal 31 dicembre scorso.