NERETO – C’è una persona che avrebbe visto tutto e inchioderebbe il marocchino 28enne fermato dai Carabinieri di Alba Adriatica (Teramo) accusato di aver violentato una minorenne di Nereto (Teramo); una violenza a cui avrebbero preso parte anche altri componenti del “branco” a cui gli investigatori stanno continunando a dare la caccia.
Il fatto sarebbe avvenuto vicino l’anfiteatro comunale del paese, in una zona centrale e abitata.
A rivelarlo è il quotidiano Il Messaggero che aggiunge come nel corso dell’udienza di convalida davanti al Gip Marina Tommolini e Laura Colica l’uomo avrebbe dichiarato “Sì, ero lì quella sera, ma non l’ho violentata. Quella ragazza non la conosco neanche”.
Il testimone, invece, avrebbe riconosciuto il marocchino, in possesso di passaporto italiano perché sposato, e poi divorziato, con un’italiana e già noto alle forze dell’ordine per reati legati alla droga e all’evasione; non avendo una fissa dimora i giudici hanno confermato il fermo per prevenire ogni tentativo di fuga.
È di ieri, invece, la notizia riportata dal quotidiano Il Centro in base alla quale quello consumatosi nella notte tra lunedì e martedì sarebbe solo l’ultimo degli abusi del branco di cui è rimasta vittima la ragazzina.
Questa volta, però, la piccola, dopo aver provato a fuggire, è stata raggiunta dagli aggressori che l’avrebbero picchiata e violentata. Sulla testimonianza della giovane vige il più stretto riserbo ma le indagini sono in corso per capire quanti fossero presenti quella sera durante lo stupro e quanti vi abbiano preso parte.




