AVEZZANO – Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano (L’Aquila) Francesca Proietti ha rinviato a giudizio i tre medici accusati di omicidio colposo per la morte della piccola Denise, neonata alla quale il cuoricino ha smesso di battere due giorni dopo essere venuta alla luce.

I pediatri Nando Di Renzo e Gabriella Bottone e il primario del reparto di ginecologia, Giuseppe Ruggeri, dovranno comparire davanti al tribunale di Avezzano, l’8 maggio del 2017.

La vicenda risale a quasi sei anni fa e i genitori hanno ora citato in giudizio anche la Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, chiedendo un risarcimento di due milioni.

La bambina, nata il 16 giugno del 2010, presentava delle difficoltà respiratorie così i medici la sistemarono in un’incubatrice. La sera del giorno dopo ci fu il peggioramento. Dall’ospedale di Avezzano fu deciso il trasferimento nella divisione di terapia intensiva neonatale del policlinico di Chieti. Ma il 18 giugno alle 4.20 la piccola morì.

I genitori chiesero da subito la verità sulla morte della piccola e presentarono una denuncia, dalla quale la procura ha dato avvio all’inchiesta che portò all’immediato sequestro delle cartelle cliniche e della documentazione sanitaria.

Furono 18 inizialmente, tra medici e infermieri, le persone finite sotto l’attenzione degli inquirenti.

I genitori della piccola sono assistiti dagli avvocati Andrea e Leonardo Rosa nel procedimento ad Avezzano, e dai legali Callisto e Berardino Terra che hanno intentato il processo civile davanti al tribunale dell’Aquila per ottenere il risarcimento dalla Asl.

I medici Di Renzo e Ruggeri sono difesi dall’avvocato Franco Colucci, Bottone da Antonio Milo.