L’AQUILA – Assume i caratteri della proposta di iniziativa popolare la necessità da parte dei commercianti di ottenere un indennizzo per i disagi che i cantieri dei lavori pubblici, in Italia troppo spesso caratterizzati da tempi biblici, arrecano alle attività private, in alcuni casi arrivando a rappresentare un vero e proprio danno economico.

L’interdizione o la deviazione del traffico, veicolare ma spesso persino pedonale, che determinano un pregiudizio economico dovuto non solo al mancato guadagno ma anche alla progressiva riduzione della clientela, ha portato già la Confcommercio Abruzzo a chiedere una legge regionale contenente la previsione di fondi adeguati destinati a risarcire, perlomeno parzialmente, i danni documentabili fiscalmente da parte degli imprenditori interessati.

Una proposta caduta nel vuoto alla quale ora segue un tentativo “dal basso” che proviene da Roberto Santangelo e Paolo Romano, dell’associazione L’Aquila Futura, e dai consiglieri territoriali Luca Rocci e Riccardo Cicerone.

La sensibilità dell’Aquila al tema è alta per via della ricostruzione post-terremoto, che implicherà la convivenza tra commercio e cantieri molto a lungo, ma la questione è piuttosto seria e riguarda tutte le città e persino i centri minori, visto l’atavico problema delle lungaggini con cui si realizzano le opere pubbliche in Italia.

Il capoluogo d’Abruzzo è, anzi, fino ad ora, esempio virtuoso se si considera la speditezza con la quale sta procedendo il cantiere di realizzazione del tunnel dei sottoservizi in corrispondenza delle attività commerciali che hanno coraggiosamente riaperto in centro storico.

La proposta di legge di iniziativa popolare “Norme per il riconoscimento del disagio economico subito dalle imprese commerciali ed artigiane durante l’apertura di cantieri per la realizzazione di opere pubbliche”, sarà presentata domattina alle ore 12 a palazzo Fibbioni. (m.sig.)