ROMA – Il boss della ‘Ndrangheta Rocco Aquino è stato arrestato dai carabinieri del Ros e del comando provinciale di Reggio Calabria a Gioiosa Ionica.
Aquino, inserito nella lista dei cento latitanti di massima pericolosità, è stato sorpreso all’interno di un bunker realizzato nel sottotetto della sua abitazione.
Era soprannominato ‘il colonnello” ed era latitante dal 13 luglio 2010 quando sfuggì alla cattura nell’ambito dell’operazione Crimine condotta dalle Dda di Reggio Calabria e Milano contro cosche operanti in Calabria e Lombardia con l’arresto di oltre 300 persone.
Rocco Aquino è ritenuto il capo storico della omonima famiglia di ‘ndrangheta. Per lui, il procuratore aggiunto della Dda reggina, nel processo in abbreviato a 120 persone, ha chiesto la condanna a 20 anni di reclusione. I particolari dell’arresto saranno resi dai carabinieri in una conferenza stampa in programma domani alle 10 al Comando provinciale ed alla quale parteciperà il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, che ha coordinato le indagini insieme al pm Maria Luisa Miranda.
Al momento dell’irruzione dei carabinieri, Aquino si è arreso senza opporre alcuna resistenza.
Le indagini hanno confermato l’usanza dei boss della ‘ndrangheta di vivere la latitanza nei propri territori e quando possibile, come nel caso di Aquino, addirittura in casa propria. Consapevole dei controlli delle forze dell’ordine, che hanno già portato alla scoperta di numerosi bunker, il boss aveva pensato di proteggersi facendosi realizzare il rifugio non sottoterra o tra le pareti, come avviene normalmente, ma in alto, nel sottotetto della casa.
Una precauzione che però non gli è servita.
”Un’indagine che ha richiesto una tecnologia avanzata e l’elite dei carabinieri e solo grazie a questa elite l’abbiamo portata a termine”, ha commentato Gratteri, che ha definito l’operazione “di altissimo livello tecnico”.



