dal nostro inviato

GIULIANOVA – Dopo la nomina a sottosegretario alla Giustizia la senatrice Federica Chiavaroli lascerà il ruolo di coordinatore regionale del Nuovo centro destra abruzzese per dedicarsi a tempo pieno al suo impegno di governo.

Lo annuncia lei stessa ai microfoni di AbruzzoWeb nell’intervista a margine dell’apertura della nuova sede del partito a Giulianova (Teramo), che prosegue l’opera di ‘costruzione’ sul territorio da lei avviata, con qualche spina, che ora dovrà proseguire qualcun altro.

Si apre la strada alla successione, che vede nel deputato teramano Paolo Tancredi il nome da cui parte la discussione: tutti i consensi convogliano su di lui e solo se non si renderà disponibile si penserà ad alternative.

L’interessato, dal canto suo nicchia, preferendo parlare di squadra e ammettendo a questo giornale “la delusione” dell’altro collega di Montecitorio, Filippo Piccone, per il suo mancato coinvolgimento nel governo Renzi, assicurando, però, che “resterà con noi”.

“Cambierà il coordinatore regionale perché, avendo questo ruolo così importante, non me ne potrò più occupare, ma sempre all’interno di un gruppo coeso che ha condiviso finora tutti gli obiettivi – ha assicurato la Chiavaroli – Non esiste una ‘frangia Piccone’ che va in un’altra direzione. Filippo non ha commentato la nomina? Mi ha chiamato privatamente e mi ha mandato un messaggio, sarà una coincidenza”.

Una nota, in realtà, Piccone l’ha fatta, ma solo assieme al coordinatore provinciale aquilano, Massimo Verrecchia, e solo esprimendo sbrigativa “soddisfazione” e investendo la neo nominata subito del problema dei tribunali minori.

Tancredi ricorda che “siamo un gruppo, lo siamo sempre stati e lo continuiamo a essere e questo è un risultato di gruppo ottenuto anche grazie alla sagacia di Federica”, ma conferma il maldipancia di Piccone: “L’ho sentito, magari c’è un po’ di delusione ma non credo che durerà molto, penso che potrà essere riassorbita – assicura – Ha lavorato con noi fino a oggi e penso che con noi rimarrà”.

“Quando c’è da rivestire un ruolo tutti aspirano legittimamente a farlo – prosegue ancora il deputato teramano – Io? Un po’ meno, essendo ancora investito da sette anni da un’indagine (l’inchiesta cosiddetta ‘Rifiutopoli’, ndr) perciò mi sono tirato un po’ fuori altrimenti sarebbe stato questo l’argomento di discussione nazionale”.

Questo non significa, per il relatore alla Camera dell’ultima legge di stabilità, voler restare nelle retrovie: “Certamente ho anch’io ambizioni come le abbiamo tutti, sono cose naturali, ma quando Federica mi ha dichiarato la sua possibilità ho lavorato con lei per raggiungere l’obiettivo”, afferma.

La discussione va, quindi, sulla sua possibile investitura come coordinatore regionale. “Io coordinatore? Lo vedremo insieme, non è questo il problema. Il coordinatore non conta niente se non ha alle spalle un gruppo e una squadra che lavorano insieme”, rileva Tancredi.

Infine, il tema dei “due forni” di Ncd, che sostiene il centrosinistra a livello nazionale ed è all’opposizione in Regione e nei Comuni abruzzesi. Quando si risolverà questa doppia anima?

“Quando centrosinistra e centrodestra avranno una connotazione definitiva, anche cambiando questi nomi. Il centrodestra dov’ero io, europeista e liberale, non c’è più, oggi è lepenista e non lo votano i milioni di italiani di prima – conclude – Abbiamo contribuito a centrare obiettivi importanti con questo governo grazie a un’intuizione che, tra l’altro, due anni fa fu di Silvio Berlusconi (con il sostegno di Forza Italia al governo Letta poi venuto meno con Renzi, ndr)”.

”IN REGIONE SIAMO E RESTIAMO ALL’OPPOSIZIONE”

“Siamo all’opposizione del governo regionale e ci rimaniamo stabilmente, non ne condividiamo le scelte, soprattutto in maniera sanitaria, ultimo il pasticcio sullo Zooprofilattico di Teramo”.

La ha ribadito chiaramente la senatrice Federica Chiavaroli, da tre giorni sottosegretario alla Giustizia e (ancora per poco) coordinatrice regionale del Nuovo centro destra, ai microfoni di AbruzzoWeb in occasione dell’inaugurazione della nuova sede del partito a Giulianova (Teramo), uno dei passaggi per la ‘costruzione’ del partito in questa regione.

Il taglio del nastro è stato anche il punto per incontrare gli altri maggiorenti del partito, dal deputato Paolo Tancredi, che giocava in casa come il consigliere regionale Giorgio D’Ignazio, a Umberto Di Primio giunto da Chieti. Assente l’altro deputato Filippo Piccone, rappresentato però dal fedelissimo Massimo Verrecchia, coordinatore provinciale aquilano.

Un’occasione anche per fare il punto a cena al ristorante l’Eremo dei poeti su che cosa cambierà dopo questa nomina pesantissima di un’abruzzese al governo Renzi.

“Che cosa cambia? In Abruzzo nulla, siamo un bel gruppo unito che ha sostenuto e condiviso la mia nomina”, ha spiegato la Chiavaroli.

“Continuiamo a lavorare con il centrodestra per le elezioni amministrative – ha aggiunto – a Vasto e Lanciano, dove faremo le primarie, a Francavilla, dove stiamo definendo il candidato unitario, e a Roseto, dove lo abbiamo già trovato con l’accordo su Ennio Pavone”.

Bordate, invece, per il centrosinistra e per Luciano D’Alfonso. “Non abbiamo nessun dialogo con il Partito democratico – ha ribadito il neo sottosegretario – Abbiamo un rapporto con il presidente come rappresentante della Regione, e non come esponente di un partito o di una coalizione”.