CHIETI – Voce fuori dal coro quella di Confindustria Chieti che ha deciso di schierarsi per l’ipotesi di una unione delle due province teatina e pescarese nel dibattito per il riordino delle circoscrizioni provinciali, andando contro la posizione ufficiale del sindaco e del presidente della Provincia di Chieti che hanno chiesto, invece, che i confini della provincia non vengano toccati e che Chieti rimanga capoluogo di provincia.

Coerentemente con la propria posizione, Confindustria Chieti ha deciso di anticipare i tempi e procedere alla fusione con Confindustria Pescara. Martedì scorso si è svolto il primo incontro ufficiale dei due rispettivi consigli direttivi.

L’incontro presieduto congiuntamente dai due presienti Paolo Primavera, per Chieti, e Enrico Marramiero, per Pescara, ha visto la presenza di Maurizio Tarquini direttore generale di Unindustria Lazio (associazione nella quale sono confluite tutte le strutture provinciali di Confindustria del Lazio con la sola eccezione di Confindustria Latina).

“L’esperienza già conclusa nel Lazio – si legge in una nota di Confindustria – attraverso la testimonianza diretta di chi ne ha seguito l’evoluzione, ha rafforzato ulteriormente l’attualità e validità del progetto elaborato dalle locali Confindustrie con la collaborazione di Tommaso Prete consulente aziendale pescarese”.

La nuova realtà Confindustria Chieti-Pescara andrà ad aggregare, entro il primo semestre del 2014, i servizi e le strutture di due associazioni che insieme rappresentano oltre 1000 imprese, circa il 65% del prodotto interno lordo abruzzese ed insistono su una area metropolitana con oltre mezzo milione di abitanti.

“L’obiettivo – fa sapere ancora la nota – è sì di fare efficienza ma principalmente di migliorare la qualità dei servizi offerti alle imprese nonché di ampliarne il numero”.

“In questo momento in cui i rappresentanti politici del territorio ancora non trovano una rotta per governare il cambiamento nel riassetto delle Province – dicono ancora gli industriali – la rappresentanza del mondo produttivo, che in momenti non sospetti ha avviato un percorso di efficienza, abbandona personalismi e localismi, andando anche oltre l’iniziale progetto nel momento in cui la quasi totalità degli intervenuti auspica la fusione oltre che dei servizi anche della rappresentanza (unica Presidenza ed unica Giunta – che ad ogni buon conto ricordiamo essere cariche a titolo gratuito) mandando un messaggio forte alle imprese ed al territorio che vivono forse il peggior periodo della loro vita”.