L’AQUILA – Domenica deserta al Museo nazionale d’Abruzzo (Munda), inaugurato alla presenza del ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, con un bagno di folla enorme due mesi fa, dicembre 2012, e che ha avuto nel primo mese di apertura una affluenza record.
A differenza di domenica scorsa, a ingresso gratuito, questa giornata è stata decisamente sottotono per un museo di grandissima importanza, che merita un pubblico costante al di là delle pur geniali iniziative come quella della splendida mostra “I mititi anni ’50”.
Il prezzo decisamente accessibile – 4 euro a persona – da solo non basta a far avvicinare ad esempio i tanti turisti che ormai visitano L’Aquila terremotata per ammirarne le bellezze in ricostruzione e riflettere sulle macerie ancora presenti.
E non basta neppure la vicinanza con la Fontana delle 99 Cannelle e con quelle mura storiche che giorno dopo giorno diventano sempre più belle.
Questo è un museo che può tranquillamente competere con altri più conosciuti e frequentati, è fondamentale per la rinascita culturale della città dargli l’opportunità di essere inserito in un programma più ampio che permetta al grande pubblico di conoscere e ammirare nel dettaglio le bellezze dell’Aquila e del resto d’Abruzzo.
Pure quelle ancora in fase di ricostruzione.



