L’AQUILA – Mentre si scava nelle ultime ore di vita del 44enne residente nella frazione aquilana di Paganica, deceduto nei giorni scorsi dopo essere caduto dalle rocce nei pressi del santuario della Madonna d’Appari, lungo la strada statale 17 bis che conduce a Fonte Cerreto, il mondo dello sport si stringe al dolore dei familiari di Gianni Carrozzi, ex carabiniere, allenatore di calcio delle squadre giovanili del Moro Paganica, sposato e padre di due figli.
“Nessuno muore finché vive nel cuore di chi resta. Ciao Gianni, ora che sei lassù insegna agli angeli a giocare a calcio. Sei andato via troppo presto e non è giusto, sarai sempre nei nostri cuori. Riposa in pace amico”, si legge in un post del Moro Paganica.
Parole di cordoglio anche dalla società L’Aquila Soccer School che “esprime le più sentite e sincere condoglianze alla famiglia di Gianni Carrozzi, istruttore dei Pulcini 2008 della Gran Sasso Calcio, che ha perso tragicamente la vita. Un abbraccio affettuoso da parte nostra alla moglie, ai figli e a tutta la società”.
E proprio dalla Gran Sasso Calcio Asd arrivano parole di cordoglio: “Un grande lutto ha colpito la nostra famiglia”, si legge sulla pagina Facebook della società che ieri ha annunciato la sospensione di tutte le attività della Scuola Calcio, sia a San Gregorio che all’Area Sport”.
Intanto proseguono le indagini per cercare di far luce su quanto accaduto quella mattina.
Il pm titolare dell’indagine, il sostituto procuratore Simonetta Ciccarelli, ha disposto l’autopsia.Gli inquirenti stanno analizzando anche il cellulare della vittime, che sarebbe stato lasciato a casa e che potrebbe contenere elementi importanti per avere una situazione più chiara.
Ignote, al momento, cause e dinamica dell’incidente, avvenuto lungo il sentiero che dal paese porta all’eremo. Nell’area è presente una parete rocciosa utilizzata per arrampicare da moltissimi appassionati. Alla scena hanno assistituo alcune persone che camminavano nei paraggi e hanno allertato i soccorsi.
Secondo quanto si è appreso da fonti investigative, l’uomo non aveva con sé documenti, chiavi, anche se potrebbe averli persi con la caduta, per questo la polizia sta perlustrando la zona.
Non sono esclusi, tuttavia, né un malore improvviso, né un gesto volontario, che secondo gli inquirenti spiegherebbe la scelta di non portare oggetti personali.
Quest’ultima ipotesi resta comunque la più remota: l’uomo indossava tuta e scarpe da ginnastica, si presume quindi che stesse camminando sul sentiero quando, per cause ancora da accertare, è fatalmente caduto nel vuoto.





