L’AQUILA – Intervenire in modo capillare, anche in sinergia con i cittadini che segnalano problematiche specifiche, aggiornando e migliorando tutto ciò che compone il quadro della sicurezza e del rispetto delle regole di una città e di un territorio.

Si muove con questo ‘schema’ la polizia di Stato all’Aquila, impegnata ad affrontare fenomeni soliti e nuovi che compongono il quadro della realtà post-sisma del 6 aprile 2009 nel capoluogo di Regione.

Un metodo di prevenzione e di intervento più diretto, quello spiegato ad AbruzzoWeb dal dirigente della squadra Volanti della Questura dell’Aquila, il commissario capo Enrico Rendesi, a pochi giorni dal controllo a tappeto nel giovedì della ‘movida’ aquilana in centro storico e a ridosso.

“È inevitabile intensificare i controlli in estate – spiega Rendesi – visto l’aumento di presenze nelle zone centrali. Si tratta di controlli mirati, tra l’altro, a verificare il rispetto delle ordinanze per esempio sugli orari di chiusura dei locali, con il prezioso aiuto della polizia Municipale dal punto di vista amministrativo e del decoro urbano”.

“Da parte nostra, invece, i controlli vanno in direzione di tutto ciò che riguarda la sicurezza in generale – prosegue – Più nello specifico, quella alla guida che verrà garantita costantemente con l’ausilio di equipaggio della polizia Stradale muniti di etilometro. In più, nei servizi successivi, potremmo anche richiedere, in alcuni frangenti, rinforzi al reparto Prevenzione crimine di Pescara”.

La cittadinanza aquilana in effetti vive la questione sicurezza con particolare attenzione: L’Aquila è luogo profondamente mutato da cinque anni a questa parte.

Città molto tranquilla prima, a tratti addirittura noiosa, oggi è una realtà urbana da ricostruire che deve affrontare fenomeni quasi mai vissuti in precedenza, almeno non con questa intensità e frequenza: furti, droga, prostituzione, microcriminalità, tanto da far arrabbiare i cittadini, che aumentano le richieste di intervento anche sul fronte della movida, del baccano e anche di quelle punte di inciviltà che all’Aquila non sono certo una notiziona, considerando il fatto che si tratta pur sempre di una città universitaria, con tutti i pro e i contro che ciò regala.

“La richiesta di presenza c’è, la cittadinanza chiede che i controlli in centro storico nei giorni della movida siano più intensi”, le parole di Rendesi, il quale, comunque, dal punto di vista dell’allarme, ragiona ovviamente non con la ‘pancia’ del cittadino, che pure ascolta e valuta, ma con l’esperienza maturata sul campo.

“La movida non è un allarme, ma un fenomeno che, come altri, va disciplinato e monitorato. In questa occasione il centro storico è molto affollato, ci sono circa 1.500 persone, molte delle quali sono giovani – sottolinea – Proprio per questo si deve monitorare di continuo, essere presenti e preparati all’intervento. Al cittadino, al più anziano e al più giovane vanno garantiti lo svago e la festa, ma in totale sicurezza, insomma, il divertimento sicuro. La nostra funzione nel corso dei controlli che facciamo e che faremo sarà quella, come sempre, di garantire la sicurezza di tutti”.

Non solo. Il dirigente delle Volanti tiene a precisare che si tratta di un discorso “che va portato avanti collaborando con la cittadinanza, ma anche con le associazioni rappresentative di categoria. Abbiamo appena instaurato una proficua collaborazione con la Confcommercio dell’Aquila – svela – i vertici stanno veicolando le istanze di sicurezza dei commercianti. Sono gli stessi operatori che ci richiedono di intervenire, come per piazza d’Armi di recente, o nei centri commerciali e in altre attività”.

“In tal senso, abbiamo messo a punto un dispositivo di sicurezza integrata, sulla scorta del quale, l’associazione di categoria ci segala le problematiche che di volta in volta emergono. E noi interveniamo, in qualità di professionisti della sicurezza, per risolvere”, conclude.